Sempre in bilico e precario il futuro della SIA, la società in house che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti in 9 comuni tra basso tavoliere e nord della Bat. Ad animare il dibattito, tutto mediatico, è il rimpallo di responsabilità tra i Sindaci. Il Sindaco di Trinitapoli Francesco Di Feo ha in queste ore, ha replicato nuovamente a Franco Metta, Sindaco di Cerignola ed ex-Presidente (dimissionario) del Consorzio, respingendo ogni accusa. «Metta vuol scaricare su altri la responsabilità, quando queste sono imputabili esclusivamente a lui».

Franco Metta invece sta, con cadenza quotidiana, riferendo circa Consorzio e SIA, con brevi note al vetriolo. «Sottoscrivere i contratti con SIA non sarebbe la soluzione dei mali della azienda, questo è sicuro. Ma senza i contratti non esiste più l’azienda. Cerignola ha firmato. Gli altri dove sono? Chiacchierano. Intanto il 10 aprile, il 10 di ogni mese, ci sono gli stipendi da pagare» dice il primo cittadino della città ofantina.

«Le biocelle per la biostabilizzazione sono state progettate, costruite, pagate perché trattino 320 tonnellate a pieno regime. Qualche “uccellino” – fa sapere – suggerisce che forse alla prova dei fatti non ne entreranno nemmeno 160. Se fosse così, in un appalto pubblico, ci sarebbe stata una truffa evidente», quindi «Procura della Repubblica». E ancora sulla volontà dei Sindaci della Bat di rivolgersi ad altra azienda Metta dice: «sono due anni che Trinitapoli, San Ferdinando, Margherita dicono di voler uscire. Da cosa? La SIA è società in house del Consorzio. Fino a quando staranno nel consorzio i tre comuni, che cianciano di gare ponte, affidamenti e altre amenità, non possono che affidare i servizi a SIA. Per evitare questo dovrebbero uscire dal Consorzio».

«Il 31 marzo scade l’ordinanza. Spiego ai colleghi Sindaci – continua -. Dopo che SIA raccoglie i rifiuti nelle loro città, i rifiuti stessi devono andare alla Cisa di Massafra.  Ovviamente non ci vanno con i camion compattatori di Cisa. Ma con appositi automezzi, che ci manda Cisa. Occore, dunque, un posto dove scaricare i rifiuti raccolti, perché possano essere ricaricati e trasferiti a Cisa. Bisogna individuare il sito, autorizzare lo scarico e il ri-carico. Emettere una ordinanza apposita, tutt’altro che leggera come responsabilità. Se non si facesse i rifiuti resterebbero a terra. Chi firmerà l’ordinanza? – chiosa Metta – Il Sindaco di Cerignola».