Un Teatro Mercadante gremito di studenti è quello che ha accolto a Cerignola, nella mattinata di martedì 10 aprile, Andrea Marcolongo, la giovane autrice del libro «La misura eroica. Gli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare», edito da Mondadori e uscito lo scorso 6 marzo. L’incontro con l’autrice 31enne, che scrive di libri e cultura per “La Stampa” e “D di Repubblica” e con un’esperienza da ghostwriter dell’ex Premier Matteo Renzi, per il famoso discorso sulla “Generazione Telemaco” pronunciato al Parlamento Europeo nel 2014, rientra nel progetto “Tra le righe” del Liceo Classico “Nicola Zingarelli”, curato dal docente di filosofia, professor Gianluigi Panella.

Andrea Marcolongo riprende il mito delle “Argonautiche” di Apollonio Rodio, tracciando quel fil rouge che unisce Giasone, che lascia con gli Argonauti la terraferma alla ricerca del vello d’oro, alla condizione attuale di chi è chiamato ad un passaggio esistenziale che lo porterà a cambiare, con tutti i rischi del caso inevitabili e necessari in questo processo. La scrittrice è stata al centro di un vero e proprio dibattito con i numerosi, incuriositi studenti-lettori (moderato dal professor Gianfranco Claudione) che è stato un itinerario con diverse, significative tappe. Si è partiti da quella che è la contemporaneità del mito antico, con Marcolongo che ammette, nella fattispecie di quello degli Argonauti, di aver approfondito durante i suoi studi universitari e averlo lasciato nella soffitta della mente: solo attraverso un passaggio del suo significato al cuore ha potuto dar vita al libro. «Non si può vivere, in quanto esseri umani, senza mito. Ha sempre qualcosa da insegnarci» – asserisce l’autrice che, in merito alla classificazione della sua opera, evidenzia come «i miei libri non hanno mai una definizione. In pochi, per fortuna, lo classificano come saggio. Non voglio darvi lezioni, sono qui per raccontarvi quanto la letteratura greca sia molto importante. In Francia – prosegue – hanno dato la definizione più fedele, quella di diario intimo, colto ed erudito. Parlo di me attraverso il mito antico. Il libro nasce dalle vostre domande, dagli occhi dei ragazzi e degli adulti che ho incontrato nei viaggi, grazie al primo libro (“La lingua geniale”, ed. Laterza, 100.000 copie vendute, ndr). Ho scelto non di dare risposte, ma di suscitare altre, nuove domande. È così che ci si conosce».

Interagendo grazie ai diversi interventi e quesiti posti dagli studenti in sala, la scrittrice mostra una notevole empatia verso gli stessi, esortandoli a fare di tutto per scrollarsi di dosso quell’ingeneroso luogo comune dell’essere “figli del cellulare e dei social”: «Siete invece “figli della crisi”, nel senso greco del termine, quindi non negativo. Significa essere chiamati a scegliere non solo cosa si vuole fare, ma soprattutto chi si vuole essere». In un libro che fa da controcanto ad un mito antico non può mancare il riferimento agli eroi. E chi si può definire tale nella contemporaneità? Andrea Marcolongo indica in coloro che possono fregiarsi di questo titolo gli insegnanti: «Sono eroi in tutto ciò che fanno ogni giorno, guide che tirano fuori da noi il meglio. Sono quegli eroi che oggi sono sempre più socialmente sminuiti. Sarebbe bello far arrivare loro il messaggio “Sei prezioso”. Mi preoccupa moltissimo se dall’altra parte non ci fossero loro, perché da soli non si andrebbe da nessuna parte».

Dopo il firmacopie, l’autrice ha rilasciato alle testate presenti alcune impressioni su quella che, a suo parere, dovrebbe essere la rotta da seguire per gli Argonauti di oggi, in una società che rischia di lasciarli in balìa di modelli non edificanti: «Come Giasone non devono essere soli. Devono avere il coraggio di scoprire chi si è e non tradirsi mai. Non esistono cattivi maestri che ci possono cambiare, se noi restiamo fedeli a ciò in cui crediamo».

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