«SIA si può salvare e a certe condizioni». Ne è convinto il Sindaco di Cerignola Franco Metta che ha inviato un documento ai Comuni del Consorzio, all’AGER, al C.D.A. di SIA, ai Revisori dei conti di SIA, al Direttore Generale del Consorzio dott.ssa Monica Abenante e alle Organizzazioni Sindacali di SIA con alcune precise prescrizioni.

«Le chiacchiere stanno a zero, come sempre: per salvare Sia occorrono fatti – dice Metta -:

  1. Immediata sottoscrizione di tutti i contratti di servizio con i Comuni del Consorzio, che ancora non l’abbiano sottoscritto con corrispettivi adeguati al reale costo del servizio;
  2. Sottoscrizione di un piano di rientro della propria debitoria nei confronti di SIA da parte di tutti i Comuni.
  3. All’atto della sottoscrizione del contratto e del piano di rientro ogni Sindaco dovrà assumere l’impegno indefettibile di garantire entro i primi cinque giorni di ciascun mese, l’accredito delle somme mensilmente dovute a SIA, per consentire all’Azienda di onorare puntualmente il proprio impegno a remunerare il proprio personale senza inammissibili ritardi.
  4. Il rapporto di partnership con la società ASECO, individuata dalla ordinanza del Presidente della Regione, entro e non oltre il termine finale individuato nella medesima ordinanza, deve assumere carattere permanente con l’obiettivo di realizzare tutti gli interventi previsti nell’AIA n. 66/2014. L’ASECO dovrà riconoscere al Consorzio e per esso  a SIA una parte degli introiti derivanti dalla gestione impiantistica. Il rapporto tra Sia ed ASECO deve essere disciplinato in base alle norme del codice civile, applicate a soggetti di diritto privato, ancorché di proprietà pubblica.
  5. Nomina di un nuovo presidente del Consorzio, che faccia propri i punti programmatici qui esposti e che proprio per questo avrà l’incondizionato sostegno della parte maggioritaria della proprietà (42%) rappresentata dal sottoscritto quale Sindaco pro tempore del Comune di Cerignola.
  6. Azzeramento di ogni carica sociale all’interno di Sia per consentire l’eventuale conferma dell’attuale management o la sua parziale o totale modifica.
  7. Piano di radicale riorganizzazione aziendale da definire con il concorso e l’adesione dei rappresentanti sindacali, con l’obiettivo di pervenire ad una consistente riduzione dei costi di gestione dell’azienda.

Questi punti programmatici, nell’ordine sopra esposto, vanno realizzati entro e non oltre la fine del corrente mese di aprile; o quanto meno entro tale termine vanno condivisi dalla maggioranza dei comuni del consorzio e attuati, quanto meno negli atti propedeutici agli stessi».

E aggiunge: «Assicurata la realizzazione di quanto sopra, e solo quando questa sarà realmente garantita, si potrà dare disposizione agli attuali amministratori e ai revisori dei conti per il recupero della perdita di esercizio 2017 quantificata in 3 milioni di euro. Dichiaro sin da ora che per fronteggiare tale critica situazione ed evitare la messa in liquidazione della società il Sindaco di Cerignola garantisce la disponibilità dell’Ente che rappresenta a valutare sia un eventuale ricapitalizzazione, sia un eventuale riduzione del capitale sociale, eventualmente entrambe le eventualità, pur di garantire la continuità aziendale. A queste condizioni e con questo preciso programma la SIA può essere salvata e può essere garantito il mantenimento della proprietà degli impianti e la partecipazione ad ogni titolo alla loro gestione. Quanto all’inutilmente agitato tema della più volte annunciata e mai realizzata uscita dal Consorzio di alcuni Comuni, senza tema di smentite, affermo che questa eventualità è un puro espediente retorico per sottrarsi alle responsabilità di comproprietari della SIA. Non esistono oggi, né esisteranno mai le condizioni perché, uscendo dal Consorzio, uno qualunque dei Comuni proprietari possa garantire il servizio svolto da Sia a condizioni economicamente più convenienti. L’alternativa a questo preciso programma è la messa in liquidazione della SIA».