È stato un pomeriggio volto al ricordo ed alla riflessione collettiva quello a cui ha dato vita a Cerignola, il 25 aprile, la sezione locale dell’ANPI “Pasquale Specchio”. Alla manifestazione in onore del 73’ anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, hanno aderito forze politiche, forze sindacali e gente comune che si riconosce nei valori della Resistenza, dell’antifascismo, della strenua difesa della Costituzione, della democrazia e dell’uguaglianza.

Il tutto ha avuto inizio con un corteo partito da Piazza Duomo e la cui prima tappa è stata il monumento in ricordo di Giuseppe Di Vittorio, il costituente e padre del sindacalismo italiano, dinanzi all’ex Municipio. Qui, dopo la deposizione di una ghirlanda, è il coordinatore della Camera del Lavoro (CGIL) di CerignolaGianni Marinaro, a sottolineare quanto ricordare chi ha lottato e dato la vita per la nascita di un’Italia libera sia un esercizio imprescindibile e che «il ricordo deve servire a capire e comprendere il momento storico che viviamo oggi, un momento che è di confusione sociale, politica, sindacale. Il ricordo di uomini e donne che si sono sacrificati per la nostra libertà – conclude – va portato avanti tutti i giorni». La seconda tappa del corteo, che avanza lungo Corso Roma, è la lapide commemorativa di Teodato Albanesel’avvocato nostro concittadino, antifascista militante, vigliaccamente assassinato nell’eccidio delle Fosse Ardeatine (Roma) il 24 marzo del 1944 con altre 334 vittime, in una barbara rappresaglia per mano dei tedeschi occupanti. Qui a prendere la parola è Gianfranco Specchio, figlio di Pasquale, colui che fu primo cittadino ofantino (con il P.C.I.) fra il 1946 ed il ’50: «I valori della Resistenza dovrebbero appartenere a tutti i cittadini del mondo» – evidenzia, non nascondendo l’amarezza di non aver visto per la città manifesti delle Istituzioni che indicassero questo evento: «È un’offesa nei confronti di chi ci ha lasciato la pelle, cittadini italiani che hanno perso la vita per la libertà, per la democrazia, per l’Italia».

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Il cammino del corteo termina dinanzi la Villa Comunale per il comizio conclusivo. Ad introdurlo è il responsabile dell’ANPI Cerignola, Vincenzo Colucci, che ricorda come il compito della sua associazione «e delle forze politiche e sindacali che credono nei valori della Resistenza è di portarli nella città, renderli vivi, presenti e fare in modo che quell’obbrobrio che è stato il fascismo non torni mai più, in nessuna forma possibile». Spetta al già senatore del P.C.I. Orazio Montinaro, in veste di rappresentante dell’ANPI Provinciale, dare un importante contributo e tirare le somme dell’evento: «I nostri avi sono stati i più importanti partigiani d’Europa: 80.000 giovani che cedevano la loro vita a 20 anni! È stata la generazione che ha costruito questa Italia, ha reso possibile una delle Costituzioni più belle del mondo, una delle più avanzate e le cui fondamenta lo sono anche per tutta l’Europa». Quelli della Resistenza non sono valori da considerarsi vivi solo fino a 70 anni fa, ma da far nostri più che mai in questo tempo, in un’epoca che rischia di assumere sembianze spaventose, come quelle che nel 1938 videro prendere forma la vergogna delle leggi razziali e che oggi portano ad una guerra fra poveri e una caccia al diverso alimentata, per i propri interessi, da movimenti xenofobi che sembravano ormai consegnati al passato. «L’Italia si fonda sul lavoro, la cultura è libera, tutti i cittadini sono uguali e con uguale diritto a vivere dignitosamente: valeva 70 anni fa così come vale oggi» – asserisce Montinaro, che conclude: «La Costituzione è fondamentale per la vita di ogni giorno. Bisogna combattere tutti affinché diventi realtà. La mia speranza è che questa sera, da questa come da tutte le piazze d’Italia, nasca una nuova speranza ed una voglia di cambiamento».