Una lezione in diretta tv. E’ quanto successo nella mattinata del 2 maggio agli alunni del biennio dell’indirizzo enogastronomia e ospitalità alberghiera dell’IISS Pavoncelli di Cerignola, che sono stati ospitati negli studi televisivi di Rai Uno, in occasione della trasmissione ‘La prova del cuoco’, condotta da Antonella Clerici. Un’opportunità unica per gli aspiranti chef quella di ammirare dal vivo le prodezze culinarie del napoletano Mauro Improta e del romagnolo Riccardo Facchini, chef di rinomata fama, che si sono esibiti in una gara a base di pasta e zucchine, dove la tradizione di un piatto semplice e naturale si è felicemente incontrata con le fantasiose rivisitazioni dei due protagonisti. Sono state presentate le ricette creative di Andrea Mainardi e Daniele Persegani, prima di raggiungere Evelina Flachi, nutrizionista esperta in scienza dell’alimentazione, che ha illustrato le proprietà dei cibi da portare in tavola, per favorire la salute e il benessere.

Una prima parte di lezione fatta, dunque, di piccoli segreti, tempi e trucchi del mestiere che ha regalato ai ragazzi idee di cottura e tecniche d’impiattamento di cui far tesoro nel prosieguo della propria carriera, scolastica e professionale. La puntata è stata, poi, arricchita dai contributi di Manuela Scatena, enologa campana, che ha suggerito una serie di abbinamenti di vini adatti alle pietanze preparate dagli chef, in un tripudio di colori e varietà stagionali che hanno esaltato la giusta e sana alimentazione. Soddisfazione anche nelle parole del dirigente Pio Mirra: «Con una tale iniziativa abbiamo regalato ai ragazzi la possibilità di confrontarsi con professionisti affermati del settore, peraltro in una emozionante cornice come quella della diretta televisiva. Una vera e propria ‘formazione in situazione’, che, oltre alle nozioni di base, è stata sicuramente capace di restituire ai nostri alunni l’emozione, la ricerca e lo spirito innovativo di una professione, quella del cuoco, che sempre più si caratterizza negli ultimi anni per professionalità e competitività del settore».

Per la richiamata “formazione in situazione” risulta, dunque, errato il sinallagma concettuale secondo cui prima vengono le conoscenze e poi le competenze, prima il sapere e poi il saper fare, prima la scuola e poi il lavoro, dice Pio Mirra, risulta vincente mirare ad una visione di sviluppo umano e professionale nella quale le fasi dell’apprendimento siano indissolubilmente e temporalmente legate a quelle applicative dell’apprendimento. Agendo in questa direzione è possibile individuare nella cultura del lavoro l’ancoraggio principale su cui sviluppare nuovi percorsi finalizzati a promuovere un profilo integrato di competenze scientifiche, tecniche ed operative costitutive di figure professionali di livello intermedio, in grado di assumere adeguate responsabilità nei settori produttivi e nei servizi delle filiere produttive di riferimento.