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Rimarrà per molto tempo il match più bello giocato in una gara playoff di Serie C. La squadra di coach Tauro aveva solo un imperativo: vincere. E lo ha fatto, per 3-1 contro Casarano. Il Casarano, che all’andata aveva battuto gli ofantini per 3-0, ha combattuto al massimo delle proprie potenzialità per chiudere la serie e portare a casa la promozione in Serie B. Ma non aveva ancora fatto i conti con l’Esercito della Fenice e con tutto il calore che il Pala Di Leo sa regalare. Un’infinità di emozioni hanno travolto la domenica pomeriggio di Cerignola. Oltre 500 persone sono accorse al Palazzetto per sostenere i Diavoli Rossi. La parità tra le due squadre era apparsa evidente all’andata, con solo alcuni episodi sfavorevoli che avevano bloccato l’Errico Tecnomaster.biz. In casa la squadra è imbattuta e si è capito il perchè.

I due allenatori scelgono i loro sestetti migliori, con Tauro che piazza Marcone in cabina di regia e Toma a comporre la sua diagonale, Petruzzelli e Mennuni di banda, Mitidieri e Mancini al centro e Calitri libero. Il palazzetto è un inferno ma la Fenice non parte benissimo. I salentini piazzano un secco 0-4 al pronti via. Ma la squadra di Tauro non è certo conosciuta e apprezzata come una squadra arrendevole. Recupera i quattro punti, ingaggiando uno scontro cruento con gli avversari, arrivando a chiudere il set 25-23. Tauro cerca di imbrigliare lo spauracchio Guerrieri, ma è Lomurno (banda del Casarano) a venir fuori e a trascinare i suoi. Il muro dei Diavoli Rossi tiene bene, in difesa un po’ meno. Il Casarano emerge nel secondo set e vanifica i tentativi di rimonta dei Diavoli, chiudendo il set per 23-25 e situazione di pareggio: 1-1. In una cornice stupenda di pubblico, con tanto rispetto tra le due tifoserie, che cantano a perder voce, lo spettacolo al Pala Di Leo sale.

Mennuni e Mitidieri piazzano un paio di punti pesanti e il Casarano perde il controllo del terzo set. Guerrieri inizia a salire in cattedra e Tauro opta per un cambio che risulterà vincente: entra Perilli. Il giovane opposto foggiano prende il posto di Toma, autore fino a quel momento un’ottima gara. Probabilmente Tauro aveva intuito che il muro salentino iniziava a prendere le misure al tarantino Toma e ha optato per Perilli. La prima palla al servizio di Perilli viene murata di netto dal Casarano, cosa che avrebbe potuto abbattere il morale del foggiano che, tuttavia, trascina i suoi alla conquista del set, piazzando tre punti in pochissimo tempo: lungolinea-muro-diagonale e Casarano ko nel terzo set per 25-22. Sulle ali dell’entusiasmo, Tauro decide di lasciare in campo un motivato Perilli, che anche nel quarto parziale farà valere la sua verve andando a schiantare palloni molto pesanti. Mennuni e Mancini fanno altrettanto e la Fenice si aggiudica set e match, chiudendo anche il quarto set per 25-22.

Impresa storica quella della squadra ofantina, che non voleva di certo cedere ai salentini, come a fine gara dirà Tauro: “Sapevamo il valore dei nostri avversari ma sappiamo anche il valore dei nostri uomini. Perchè oggi, aldilà del risultato, delle prestazioni di tutto, questa squadra ha dimostrato di essere composta da Uomini e soprattutto di essere Squadra! Andiamo a Casarano per giocarci gara 3, consapevoli di non trovare dall’altro marziani, ma una squadra molto simile alla nostra. Vincerà chi ci crederà di più.”. Era fondamentale vincere davanti a questo grande pubblico, come definisce A. Colagiacomo, portavoce dei Diavoli Rossi: “Dopo la trasferta di Casarano eravamo amareggiati perchè il seguito che abbiamo avuto era stato molto importante, ma non eravamo riusciti nell’impresa. Oggi Cerignola ha vinto, ha vinto su tutti i fronti. Palazzetto strapieno, tifo eccezionale e squadra fantastica. Abbiamo scritto una delle pagine più belle dello sport della nostra città. Ora testa a Casarano, perchè non è finita, tutto può succedere. Ci teniamo a fare i complimenti al Casarano per la sportività dimostrata. Siamo due grandi società.”. Appuntamento, dunque, a domenica 13 Maggio a Casarano, per l’ultimo atto di questa bellissima sfida.