«I lavoratori di SIA individuano nove assassini. Metta cerca di autoassolversi con le solite balle sparate qua e là, ma lui è il primo di questi assassini». Commenta così il consigliere comunale Tommaso Sgarro quanto sta avvenendo in SIA nelle ultime drammatiche ore, e nella città di Cerignola, dove i cassonetti sono stracolmi e il rione Fornaci sede del Mercato settimanale è invaso di immondizia. «La città piena di rifiuti è il più visibile segno del fallimento di Franco Metta come amministratore. La verità è che la prima, già mortale coltellata a SIA l’ha inferta il sindaco di Cerignola il 31 luglio 2015, dichiarando in consiglio comunale che mai con lui sindaco si sarebbe fatto il VI lotto, pena le sue dimissioni. Le dimissioni non si sono viste, ma i rifiuti e il fallimento di SIA si vedono eccome…».

«Ha vinto una campagna elettorale sostenendo che il sacchetto dei rifiuti che finiva in discarica era la causa dei tumori, -incalza Sgarro- adesso mi chiedo quale reale, serio, grave danno alla salute pubblica arrecano i sacchetti dell’immondizia accatastati in ogni angolo di strada. Tutto questo non per tener dietro una promessa elettorale ma, molto peggio, una bugia. Una cosa senza precedenti che oggi ricade sulla testa dei lavoratori di SIA e dei cerignolani».

«Adesso cerca di sfilarsi dalla rosa dei responsabili con letterine ridicole -continua Sgarro-. I contratti dei singoli comuni sono sottostimati, lo diciamo da tempo, andrebbe firmato il contratto unico di ARO e invece si continua a firmare inutili contratti comune per comune. Intanto i cittadini continuano a pagare la TARI e non avere servizi. Altro che raccolta differenziata, una delle tante balle di Franco Metta. La SIA andava ricapitalizzata lo abbiamo detto un anno fa durante una conferenza stampa. La solidarietà che arriva alla vittima dall’assassino è cosa surreale e allo stesso tempo offensiva. I lavoratori incrociano oggi le braccia dopo tre anni di tira e molla senza senso con il Presidente del Consorzio, sindaco di Cerignola». «Sono tre anni che ci sforziamo di indicare la strada giusta. Siamo rimasti inascoltati davanti all’ottusità di chi governa la città e, invece di chiedere scusa, si continua con il triste stillicidio delle bugie nella speranza di sopravvivere -conclude Sgarro-. Non ci saranno altre mille balle da poter sparare per poter coprire questa mesta realtà».