Un percorso volto a riscoprire le tappe che hanno portato Cerignola ad essere ciò che è oggi, dal punto di vista sociale, politico e religioso, evidenziando come sia stata un importante punto di snodo geografico ed economico nel Mezzogiorno: è così che si può definire l’ultima fatica letteraria del prof. Domenico Carbone, il presidente del locale Club per l’UNESCO e già vice Sindaco della città, dal titolo «Cerignola nella storia – Fatti, antefatti e personaggi». Il libro è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza in un partecipatissimo incontro che ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di sabato 12 maggio, nella Sala Conferenze del Polo Museale Civico.

È lo stesso Domenico Carbone a spiegare a lanotiziaweb.it cos’abbia ispirato questo suo ultimo progetto e quali obiettivi si ponga: «Tutto è cominciato sui social. Ho pubblicato alcune cose in modo discontinuo su diversi argomenti riguardanti la storia di Cerignola, riscuotendo un successo che non pensavo potesse esserci, anche perché ero alle prime armi con questa tecnologia. Ho visto addirittura che, fermandomi nello scrivere, venivo sollecitato da più persone a continuare. Nel giro di circa tre anni – prosegue l’autore – ho confezionato un centinaio di pezzi. Alla fine ho pensato che si potesse dare una sistematicità a tutta questa materia. Ne è venuto fuori un compendio, un qualcosa di importante perché ha un carattere divulgativo. Non è solo ricerca storica, ma divulgazione di materiale collegata da interpolazioni storiografiche, da una trama, per far avvicinare una città che ha tanto bisogno di storia locale. Preciso che monografie a Cerignola su singoli argomenti ce n’erano e ci sono, ma la mia è una narrazione complessiva della storia della città».

È un’opera che tende a rivolgere il suo sguardo più sui tempi che sui soggetti, tiene a sottolineare lo storico: «Prima di inoltrarmi nello scritto mi sono permesso di dire che con i ‘se’ non si fa la storia, ma con i ‘ma’ la si comprende meglio. A quest’opera ho voluto dare più un carattere oggettivo che soggettivo, perché sono gli avvenimenti i fatti più importanti. Vorrei che i soggetti stessero in penombra perché sono i tempi che li hanno generati. I Di Vittorio, i Caradonna, i Pavoncelli sono stati grandi uomini, ma sotto c’è uno scenario, un’incubazione che ha fatto sì che questi personaggi fossero partoriti». L’opera del prof. Carbone è rivolta anche, se non soprattutto, alla gioventù locale: «Ogni paragrafo dei 184 non ha uno sviluppo cronologico che può risultare pedante. Ha invece una sua attività di indagine che sollecita il giovane, chi vuole fare una tesi di laurea, ecc., ad approfondire. Perché della Cerignola antica c’è tanto ancora da scoprire, anzi tantissimo».

La presentazione del volume, caratterizzata, come detto, da una notevole risposta da parte della comunità, ha visto la partecipazione di un altro importante storico locale, il prof. Nicola Pergola, e della prof.ssa Maria Rosaria Albanese, dirigente scolastico dell’I.I.S.S. “A. Righi” di Cerignola, in qualità di filosofa. Diversi i punti toccati dal prof. Pergola, a partire dal prezioso lavoro di riscoperta e di valorizzazione della storia della nostra città che l’Associazione culturale “Daunia Sud”, fondata dall’avvocato Michele D’Emilio, ha svolto sin dai primi anni ’70, attraverso la formula dei convegni storici portati in piazza, quella piazza che era «mercato di braccia», per farne dono alla collettività: un progetto sposato, tra gli altri, da personalità come Gioacchino Albanese, Franco Conte ed Antonio Galli, e di cui il libro di Domenico Carbone ha sapientemente fatto tesoro. Pergola porta all’attenzione dell’uditorio anche il lavoro di altri studiosi che, attraverso le loro monografie, hanno contribuito a ricollegare importanti tappe della storia di Cerignola, da Teodoro Kiriatti a Saverio La Sorsa, passando per il canonico Luigi Conte. La prof.ssa Albanese, invece, evidenzia quanto «Cerignola nella storia» sia un libro che rappresenti un rilevante contributo, attraverso la passione che l’ha contraddistinto, per la crescita del territorio. Lavori come questo prevengono quella lobotomizzazione a cui i giovani rischiano, oggi come oggi, di andare incontro, precisa Albanese, che non manca di sottolineare che nel volume vi sia anche un’attenta denuncia nei riguardi della mancanza di coesione sociale e del forte individualismo che hanno contraddistinto la storia della città.

A chiudere l’incontro non può che essere Domenico Carbone. L’autore rivolge il proprio commosso ricordo verso l’amico e prezioso punto di riferimento, il prof. Raffaele Licinio, lo storico medievalista scomparso lo scorso febbraio, noto per i suoi eruditi studi su Federico II e che, rimarca Carbone, ha lavorato sino all’ultimo per dare rilievo alla storia del territorio. «La storia di Cerignola passa per la sua geografia», afferma il presidente del locale Club per l’UNESCO, ponendo l’accento sul fatto che la nostra città abbia rivestito l’importanza di un capoluogo, sebbene non lo sia mai stata dal punto di vista politico, esercitando una decisa influenza extra-territoriale. Cerignola, e la Capitanata tutta, rappresenta quella “California italiana” sulla quale si ha avuto ben poca lungimiranza rispetto alle sue indubbie potenzialità, in particolare nel secondo dopoguerra, quella stessa Cerignola che nei secoli passati è stata sede di “Universitas” con Federico II e che ha aperto la strada all’istituto agricolo del “quarto”, parte di terreno lasciata al pascolo libero e il cui nome è ancora presente in alcuni luoghi del nostro vasto territorio.

La crescita ed il riscatto di una comunità non possono prescindere dalla conoscenza della propria storia: leggere il passato serve a comprendere il presente, quindi ad orientarsi sulle strade verso un proficuo futuro.