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Nel fuoco incrociato delle accuse circa il fallimento di SIA, il Sindaco di Cerignola Franco Metta puntualizza e chiarisce alcuni aspetti oggetto di polemica nelle scorse ore. «I dipendenti Sia stanno lavorando avendo riscosso tutti gli stipendi; se hanno riscosso gli stipendi è solo perché ha pagato il Comune di Cerignola; oltre ai pagamenti del Comune di  Cerignola in Sia non è arrivato un euro da nessun altro Comune» fa sapere Metta.

Intanto la città e sporca, seppur si lavora alacremente per ripulire ogni angolo colmo di sacchetti di immondizia. Tempi lunghi a causa anche della biostabilizzazione che non riesce a rispondere al sovraccarico di rifiuti di queste ore. Una tesi sostenuta da Metta, ma anche dall’amministratore unico di SIA Francesco Vasciaveo: «camion fermi senza scaricare fuori dall’impianto dalle 6 di stamattina, stessa cosa ieri. Ho dirottato in questo momento qualche camion su Ecodaunia. A Foggia stanotte ci hanno respinto dei camion, poi stamattina si sono accorti che potevano scaricare è una situazione impossibile» scrive Vasciaveo in una conversazione privata a Metta.

Nonostante tutto l’immagine del “Sindaco salvatore di SIA” non convince minimamente le opposizioni che rilanciano sulle colpe del primo cittadino, prima tra tutte quella del mancato avvio della costruzione del sesto lotto, in seconda istanza il si, avallato anche dagli altri sindaci oltre che da Metta, all’ingresso di Aseco; una firma che ha di fatto sancito l’arrivo di coloro che oggi il primo cittadino chiama “colonizzatori”. «Tutti gli sciacalli che stanno attribuendo al Sindaco di Cerignola la responsabilità della crisi dei rifiuti sbagliano indirizzo» dice Metta. «Trinitapoli, capeggiata dallo statista Di Feo – aggiunge -, ha creato questa situazione, trascinando l’altro statista Salvatore Puttilli». E chiosa sui Sindaci: «ai Comuni dei 5 Reali Siti dico che siete stati veramente degli sprovveduti, avete collegato il vagone alla locomotiva dei signori della BAT, questo è il risultato e quindi non vi lamentate e non dovete lamentarvi nemmeno in un prossimo futuro quando arriverà AMIU Puglia».

Intanto gli operai vedono sempre più precario il proprio futuro; resta calda infatti la questione del futuro occupazionale. Le garanzie del mantenimento dei livelli occupazionali non convincono le maestranze, anzi preoccupano per un riassorbimento che potrebbe rivelarsi non totale e non a salvaguardia di tutti.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno