Palazzo di città

“Sono passati dieci giorni dalla nostra richiesta, pubblica e privata, rivolta ai consiglieri di Forza Italia di scrivere a quattro mani una mozione di sfiducia a tema SIA nei confronti dell’Amministrazione Metta da discutere in Consiglio Comunale. Ad oggi non è pervenuta nessuna risposta”, fanno sapere in una nota stampa i consiglieri comunali del centrosinistra.

“Metta ha caratterizzato la sua elezione e il suo mandato politico su un tema specifico che è quello ambientale: dopo le dimissioni del suo assessore di riferimento, dopo il disastro sociale ed ambientale dovuto al fallimento gestionale del Consorzio e di SIA, le forze politiche di opposizione hanno il dovere di chiedere una verifica della tenuta di maggioranza in Consiglio Comunale. Opposizione – fa rilevare il centrosinistra – a cui evidentemente non appartiene Forza Italia, che tra il SI e il NO alla nostra idea di scrivere insieme la mozione, sceglie la peggiore delle strade possibili: quella del silenzio, vile e incomprensibile”.

“Forza Italia è schiacciata tra un oramai evidente quanto non chiaro sostegno sottobanco a Metta e la voglia, invece, di apparire all’opinione pubblica come distante dallo stesso sindaco. Un doppiogiochismo che ha finito per renderli incapaci di prendere una posizione su una richiesta sulla quale una forza definita di opposizione non avrebbe dovuto avere dubbi. Avremmo addirittura preferito un NO, politicamente motivato, che la strategia del silenzio. Silenzio al quale evidentemente sono condannati precludendosi, anche rispetto al centrosinistra, qualunque forma di alternativa a Metta e sodali. Le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da parte dei consiglieri di Forza Italia sul caso SIA ci avevano lasciato credere che i tempi fossero maturi per sollevare Metta dalle sue responsabilità, non già per un capriccio politico ma perché proprio su SIA, sul futuro dei lavoratori e sulla gestione del servizio di raccolta si aprono partite importanti che Metta ha dimostrato chiaramente di non sapere affrontare, non riuscendo a tutelare tanto i lavoratori quanto il servizio e la proprietà dell’impiantistica”.

“Invece, per Forza Italia – concludono i consiglieri di centrosinistra – va evidentemente tutto bene così. A mezzo social fanno sapere che avremmo dovuto contattare Tizio e non Caio, Sempronio senza Tizio, e anche Mevio, Filano e Calpurnio. Sono sei e stanno tutti a lite tra di loro. Per ragioni di chiarezza è opportuno ricordare che quando l’iniziativa è consiliare, come nel caso della mozione di sfiducia, i consiglieri si rivolgono ai colleghi consiglieri. Sono questi poi che devono interessare le rispettive strutture politiche. È l’A-B-C della politica”.