Un viaggio a ritroso nella nostra storia, attraverso i sentieri dell’interpretazione teatrale, è quello a cui si è dato vita nella mattinata di sabato 26 maggio presso l’I.T.E.T. “Dante Alighieri” di Cerignola«Il sole è fatto rosso» è il titolo del reading teatrale a conclusione del modulo “Di Vittorio dal libro alla scena”, rientrante nel progetto P.E.S.C.A.M.I. 2.0 del PON 2014-2020. Grazie al sostegno dell’esperto dottor Marcello Colopi, ed al tutorato della prof.ssa Chiara Cannone, gli studenti dell’Istituto di Via Giovanni Gentile sono stati protagonisti di un ricco evento nel quale si sono prodotti nell’esecuzione di canzoni, nella lettura di brani, poesie e storie riguardanti uno dei nostri concittadini più illustri, Giuseppe Di Vittorio. I ragazzi in questione sono: Maria Pia Biancofiore, Pio Celino, Marta Esposito, Martina Giordano, Denise Graziano ed Elisa Pinto.

È lo stesso Marcello Colopi a spiegare a lanotiziaweb.it quali obiettivi si sia posto il percorso giunto a conclusione: «È importantissimo ricordare Di Vittorio perché quando sono venuto a fare questo lavoro in questa bellissima scuola, una scuola che funziona davvero tanto, i ragazzi che hanno partecipato al PON non sapevano nulla del suo aspetto essenziale: che fosse stato un padre costituente, uno dei fondatori della Repubblica italiana, il fondatore del sindacato moderno. Di Di Vittorio i ragazzi conoscevano l’aspetto “mitologico”, da western, come lo definisco. Non sapevano di tutta la profondità del suo messaggio politico e umano, quindi credo che sia fondamentale raccontare Di Vittorio mettendo al centro l’uomo politico». E fra coloro i quali hanno avuto l’onore di conoscere e stare a stretto contatto con il padre del sindacalismo italiano c’è Michele Sacco, il nostro amato concittadino appena scomparso e a cui Colopi rivolge il proprio sentito ricordo: «Ero legatissimo a Michele. È stato uno dei miei maestri professionali, ho iniziato a fare teatro di impegno civile raccontando le sue storie. È stato un rapporto ultratrentennale grazie ad un amico comune, Giovanni Rinaldi. Abbiamo conosciuto, frequentato, voluto bene e amato Michele. Vorrei ricordare che lui non è stato solo la memoria storica di questa città, ma anche un presente attivo fino agli ultimi giorni della sua vita. Credo che a lui debba essere dedicata una strada o una piazza intitolata come amava definirsi: “Michele Sacco, bracciante, poeta e contadino”».

Il titolo della rappresentazione teatrale a cui gli studenti dell’ITET, introdotti dal dott. Colopi, hanno dato luogo è l’italianizzazione di una canzone contadina dialettale risalente agli inizi del secolo scorso, cantata su quei campi della nostra Terra in cui i braccianti lavoravano alacremente “da sole a sole”, ossia dalle luci chiare dell’alba al rosseggiare del tramonto, per segnalare la fine ormai imminente di una giornata lavorativa non ancora scandita dall’utilizzo degli orologi. Uno spaccato di vita della Cerignola e dell’Italia all’epoca dell’operato di Giuseppe Di Vittorio, narrato anche attraverso le letture degli scritti di Giuseppe Allegato, il deputato del Partito Comunista originario della vicina San Severo, di estratti del libro “La memoria che resta” dello storico Giovanni Rinaldi e della lettera che Di Vittorio stesso, alla vigilia di Natale del 1920, scrisse in cortese ma deciso rifiuto di un pacco dono evidenziando, con elevato senso di dignità politica, che avrebbe potuto sollevare dubbi e dare origine a «pettegolezzi ripugnanti», motivando ciò col fatto che in politica «non basta l’intima coscienza della propria onestà».

Nelle battute conclusive si ricorda il clamoroso seguito che ebbero i funerali del costituente cerignolano, nel 1957, con il viaggio del suo feretro in treno da Lecco a Roma che ebbe molte ore di ritardo, dovuto alle ripetute fermate in diverse stazioni per volere di chi teneva ad omaggiarlo. Una volta giunto nella Capitale, il corpo di Di Vittorio fu seguito lungo Corso Italia da una folla-fiume in un corteo funebre che, per un politico, non aveva precedenti. I lavoratori hanno amato il sindacalista pugliese perché ha difeso strenuamente loro, essendo stato uno di loro. A descrivere quell’atmosfera, gli aspetti comportamentali ed emotivi del commosso popolo accorso fu l’allora giovane giornalista Pier Paolo Pasolini, il cui articolo datato 16 novembre 1957 è stato un altro dei testi letti dagli alunni dell’”Alighieri”.

I messaggi di Giuseppe Di Vittorio sono ancora oggi attuali, è quanto sottolinea a fine rappresentazione il dirigente scolastico, prof. Salvatore Mininno. Rendere consapevole di ciò la nostra comunità deve spingere la stessa non solo a discuterne, ma anche ad applicarli attraverso azioni concrete.