Sono ormai pronti a partire per immergersi in una nuova cultura e per sviluppare tutte quelle capacità che li aiuteranno a crescere, ad acquisire una marcia in più nella loro dimensione personale e a mettere frecce nel loro arco per le sfide professionali di domani. Si tratta di 20 studenti della provincia di Barletta -Andria – Trani, in partenza nei prossimi mesi per uno dei 60 Paesi dove Intercultura sviluppa i suoi programmi. Un quarto tra loro ha vinto una delle tantissime borse di studio offerte da aziende, enti pubblici e fondazioni anche del territorio che sostengono il progetto educativo di Intercultura. Una rappresentanza sicuramente importante che svetta tra i 2.200 ragazzi (ben 184 in tutta la Puglia) selezionati a fronte di circa 7.000 candidature in tutta Italia.

Tra gli sponsor locali si conferma l’impegno di: Comune di Corato e Fondazione Vincenzo Casillo. Per questi studenti è arrivato il momento simbolico della cerimonia di consegna delle pergamene attestanti la vincita del concorso e della borsa di studio. Ieri, sabato 9 giugno, alle ore 18, presso la sede della Fondazione Vincenzo Casillo, in Via Sant’Elia, Z.I., a Corato, alla presenza di Cardenia Casillo che ha premiato Emiliano Maggio, candidato del Centro Locale di Cerignola, vincitore dellunica Borsa di studio messa in palio dalla Fondazione Casillo e rivolta a tutti gli studenti pugliesi per un programma scolastico annuale in Cina. Nella stessa occasione, sono stati premiati anche altri vincitori del concorso dal Prof. Alberto Fornasari, Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Intercultura, Emanuela Di Chiara Stanca, Responsabile di zona per lo sviluppo del volontariato, Antonella Porcelluzzi, Presidente del Centro Locale di Trani e i volontari del Centro locale di Trani dell’Associazione Intercultura. Durante le scorse settimane i ragazzi sono giàstati  impegnati nel percorso di preparazione al soggiorno all’estero e di educazione interculturaleche fa parte dell’offerta formativa promossa da Intercultura. La formazione è un punto fondamentale per assicurare a questi ragazzi di poter trarre il massimo beneficio da questo progetto. Molti di loro “usciranno dalla gabbia”delle loro certezze per la prima volta e si avventureranno al di fuori della loro zona di comfort. I volontari di Intercultura li accompagneranno in questo percorso per prepararli, sostenerli e aiutarli prendere consapevolezza dell’esperienza interculturale che stanno accingendosi a vivere.

Proprio una ricerca promossa dalla Fondazione Intercultura in collaborazione con Ipsos testimonia i benefici di unesperienza vissuta allestero preparata e vissuta con grande cura. Attraverso le interviste a circa 900 ex partecipanti ai programmi di Intercultura, partiti tra il 1977 e il 2012, emerge un quadro chiaro delle grandi differenze rispetto alla media italiana. Il risultato piùevidente èche si tratta di una generazione, trasversale nelle varie età, in prevalenza composta da laureati (84% vs la media italiana tra ex liceali pari al 52%), con un percorso universitario brillante (il 64% si dichiara tra i migliori del proprio corso e il 32% ottiene il massimo alla laurea rispetto al 21% della media nazionale), che hanno svolto percorsi professionali importanti (a livelli quadri e dirigenziali per un terzo di loro, vs il 15% degli italiani) e che non hanno avuto difficoltàa trovare lavoro o a cambiarlo(lo dichiara l’83% di loro).