L’estate cerignolana apre i battenti con un evento, scandito in tre giorni, volto alla riscoperta e alla rivalorizzazione della storia e delle potenzialità del nostro territorio e che è stato capace di calamitare una notevole attenzione e partecipazione. Ha avuto luogo infatti, nei giorni 15, 16 e 17 giugno, la prima edizione della “Festa del grano”, un ricco contenitore culturale frutto dell’iniziativa della Pro Loco di Cerignola con il prezioso sostegno di diversi sponsor, associazioni cittadine, numerosi espositori e dell’Amministrazione Comunale.

Il tutto è partito nel pomeriggio di venerdì 15 con un convegno di studi, presso il Polo Museale Civico, tenuto dal C.R.E.A., il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, la cui sede centrale nazionale è a Foggia dallo scorso anno. Diversi sono stati i temi al centro del seminario, introdotto dal professor Antonio Galli, presidente della locale Pro Loco, dalla dottoressa Maria Vasciaveo, fra le anime promotrici dell’evento, e aperto da Pasquale De Vita, primo ricercatore del CREA di Foggia. Si parte dai nuovi orientamenti della ricerca nella filiera del grano duro, con un raffronto fra passato e presente: «Nel ‘900, per mietere un ettaro di grano, occorrevano almeno 8 persone. Oggi, con una persona su una mietitrebbia, se ne mietono 80 al giorno». Il nostro Piano delle Fosse è la lampante evidenza della vocazione granaria della nostra Provincia, territorio nel quale ha avuto i natali la varietà di grano duro “Senatore Cappelli” (dal nome del Senatore Raffaele che ne fece iniziare la trasformazione agraria, nel 1915, sui campi della nostra regione, ndr), e che oggi, con i suoi 270.000 ettari di terra destinata a questo tipo di frumento, rappresenta il 20% della produzione nazionale.

All’orizzonte, sottolinea de Vita, appaiono nuove sfide da affrontare in funzione del fatto che il consumatore è molto più attento al prodotto che consuma e a come lo consuma, che negli anni sono cambiati i tipi di pasta e che i mutamenti climatici hanno causato nuove malattie da combattere con nuovi trattamenti. È successivamente il turno di un altro ricercatore del CREA di Foggia, Donatella Ficco, che ha posto il focus sugli aspetti tecnologici, nutrizionali e salutistici del grano duro. «La filiera dei cereali è molto complessa poiché prevede una serie di figure. In base al segmento di filiera considerato, cambia il concetto di qualità», evidenzia la ricercatrice. In una confezione di pasta, così come per il pane, importanti sono il contenuto proteico, la qualità del glutine, il colore e i parametri chimici dell’impasto. In tale ottica, gioca un ruolo fondamentale la tipologia di macinazione, in base alla quale si ottengono prodotti differenti. Se per un prodotto che vuol dirsi raffinato la parte del chicco da macinare deve essere quella centrale, la tecnica migliore da adottare è quella della decorticazione, ossia sbucciarlo prima che venga macinato in modo da ottenere un prodotto più integrale, eliminando scorie presenti sulla parte esterna. Il consumatore, oggi più che mai, cerca un rapporto “emozionale” con il prodotto che ha sulla propria tavola.

La parola passa a Fernando Di Chio, consulente agronomico della Granoro per il progetto “Dedicato”. Trattasi di un progetto, attivo dal 2012, che rappresenta la prima filiera agricola collegata alla Regione Puglia, che ne certifica ogni singolo pacco di pasta prodotta al 100% nella nostra regione. Fra le aziende che lo hanno sposato figura anche la cerignolana Semidaunia. «Garantiamo la tracciabilità dell’intero percorso. Siamo in grado di dirvi chi sono gli agricoltori che forniscono il grano per la pasta Dedicato», asserisce Di Chio. A dargli man forte è Giandomenico Marcone, responsabile acquisti della Granoro, che pone l’accento su un’Italia chiamata a guardarsi le spalle da Stati produttori concorrenti di grano duro come Canada, Stati Uniti, Francia, Grecia e Turchia. «Quello che viene prodotto in Italia è purtroppo ancora insufficiente per soddisfare il fabbisogno dell’industria pastaia: 4 milioni di tonnellate di grano duro, quando in realtà ce ne vorrebbero 6», evidenzia Marcone. Quello prodotto nel Bel Paese resta tuttavia un grano di eccellente qualità, con Puglia e Sicilia a farla da padrone. Ecco, quindi, che il progetto “Dedicato” si orienta in direzione di una maggior organizzazione dell’offerta nazionale, con l’auspicio di politiche agricole future che incentivino la qualità e di consumatori che possano, tramite l’acquisto, sostenere sempre più l’agricoltura del proprio territorio. A convegno concluso è stata ufficialmente aperta la mostra espositiva delle fotografie partecipanti al concorso “E mentre il grano ti stava a sentire”.

Sabato 16 è stato, invece, il giorno in cui Palazzo Fornari e Piano San Rocco sono state centro attrattivo per gente di ogni età. Il Polo Museale è stato aperto alle consuete visite guidate, mentre Palazzo Fornari ha visto letture animate e laboratori didattici per i più piccoli, rispettivamente curati dall’Associazione AGE e dalla Ludoteca “Isola Felice”. Giochi di strada di altri tempi, richiamanti le antiche feste di ringraziamento per la riuscita del raccolto, sono quelli che hanno animato il Piano delle Fosse, grazie al gruppo Scout Cerignola 1. L’Unitre Cerignola ha, invece, fatto mostra degli elaborati dei propri soci. In serata ha avuto luogo l’apertura degli stand enogastronomici con degustazione di piatti tipici. A far cantare e ballare il numeroso pubblico accorso sono state le note di musica folk, pizzica e taranta de “I Valzaneis”, dei “Pratapapumpa Folk” e degli “Area Sonora”, nella cornice di Piano San Rocco.

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La coinvolgente tre-giorni è stata chiusa, domenica 17, dalla Santa Messa di ringraziamento per il raccolto, nell’attigua Parrocchia di San Domenico, e dallo spettacolo “I giorni del grano” di Michele dell’Anno e Giustina Ruggiero, all’interno di Palazzo Fornari. La coppia di artisti foggiani ha intrapreso un itinerario, fra musica, storia e poesia, volto a ricordare la dura vita dei nostri antenati, segnati dal sole e dalla fatica sui nostri campi, e il relativo patrimonio culturale tramandato attraverso le tradizioni legate alla mietitura del grano. Fra i testi maggiormente significativi proposti al pubblico vi sono quelli del cantautore Matteo Salvatore, le poesie di Antonio Lo Re e Rocco Scotellaro, senza dimenticare l’omaggio a Giuseppe Di Vittorio (“Lo volevano bene anche le pietre”), degli stessi coniugi dell’Anno. La serata e l’intera rassegna volgono al termine con la premiazione inerente il concorso di fotografia “E mentre il grano ti stava a sentire”. La giuria, composta dall’Assessore alla Cultura, Raffaella Petruzzelli, dal professor Antonio Galli e dal decano dei fotografi di Cerignola, Luigi Belviso, ha assegnato i primi tre premi, rispettivamente, ad Andrea Gammino, Daniela Borrelli e Fernando Di Chio. Altri riconoscimenti, figli del giudizio della giuria popolare e legati all’originalità della fotografia proposta, sono andati a Lucia Rosaria Gervasio, Michele Fini, Carmela Todisco e Caterina Calvio.

Il bilancio che da questa prima edizione della Festa del grano si può trarre non può che essere più che positivo. La Pro Loco di Cerignola e tutte le associazioni, gli enti e gli sponsor che hanno collaborato sono stati protagonisti di un riuscitissimo gioco di squadra, facendo giungere alla nostra comunità un messaggio molto chiaro: il nostro territorio vanta delle indiscutibili eccellenze che è il caso, ormai, di non tralasciare più.