Sia-rifiuti

Si lavora ancora sul fonte SIA, per provare a pagare nel più breve tempo possibile i dipendenti che sono comunque in strada ad effettuare il servizio di raccolta per Cerignola e gli altri otto comuni del bacino Fg/4. Nella mattinata di venerdì intanto il Comune di Cerignola, dopo aver risolto, con un bonifico delle somme relative, la questione dell’estinsione del pignoramento che l’Agenzia delle Entrate aveva fatto a SIA (questione che sembrava di facile risoluzione già oltre dieci giorni fa ma che ha richiesto quasi due settimane, ndr), ha provveduto a tre mandati di pagamento nei confronti della società in house.

«Con i mandati di pagamento n. 02382 del 06/07/2018, pari all’ importo di € 437.028,62, n. 02380 del 06/07/2018, pari all’importo di € 57.952,56 e n. 02381 del 06/07/2018, pari all’importo di € 46.056,26, il Comune di Cerignola ha versato nella casse di SIA un totale di € 541.037,43, molto più di quello che pensavo riuscissimo a fare» ha detto con toni trionfalistici il Sindaco di Cerignola Franco Metta. «Nel giro di pochissimi giorni l’Amministratore Unico della SIA, arch. Francesco Vasciaveo, disporrà materialmente del contante per provvedere al pagamento degli stipendi dei lavoratori».

Tuttavia dai mandati si apprende come le dichiarazioni di pagamenti regolari del Comune di Cerignola, ovvero la tanto sbandierata puntualità nel pagare SIA non trovi conferma, considerato che i tre pagamenti di venerdì sono – si legge in causale – riferiti a fatture di novembre e dicembre 2017. Ma non è tutto. Già durante lo scorso consiglio l’opposizione metteva in luce come nella delibera n.192, dove si contestava il servizio a SIA considerando le fatture ricevute “contestate e rifiutate” quindi non pagate, si facesse riferimento a documenti – fatture – emesse dalla società nel 2016; di qui discende quasi automaticamente il fatto che anche i pagamenti del Comune di Cerignola non sono puntuali.

Al di la dei pagamenti è comunque in corso un parziale ritorno alla normalità, con la raccolta dei rifiuti regolarizzata e lo stoccaggio e trasporto ancora affidato alla società Ecodaunia. Intanto il 3 luglio è stata depositata l’istanza di Concordato in Continuità, «il mezzo che una azienda ha per continuare la propria attività evitando il fallimento ed evitando di mettere a repentaglio i posti di lavoro di tutti i dipendenti» ha precisato il Sindaco.

Inoltre è giunta una informativa dello Studio Porcaro che sta curando l’intera operazione, che, come racconta Metta, «ha fatto pervenire al Consorzio, alla SIA e a tutti i Sindaci dei nove Comuni il parere, corredato dalla giurisprudenza più aggiornata da parte dei Tribunali Sezioni Fallimentari i quali, in maniera univoca, dicono che le pubbliche amministrazioni, e quindi anche i Comuni, debitori di una azienda in concordato preventivo non solo possono ma “devono” richiedere il pagamento in quanto il ritardo di questo può compromettere l’esecuzione del piano concordatario».

Cerignola ha pagato – fatture del 2017, a leggere gli atti -. Adesso toccherà agli altri comuni e lo stesso presidente del Consorzio Metta annuncia la propria ferma vigilanza sulla questione, anche perché «in regime di Concordato Preventivo, non ci sono pause per nessuno, non ci sono proroghe per nessuno. Tutti devono far fronte ai loro obblighi».

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno