È stata una serata nella quale l’arte, nelle sue molteplici espressioni, si è quasi toccata con mano, quella di sabato 21 luglio presso Palazzo Fornari a Cerignola. Nella storica struttura di Piano San Rocco ha aperto i battenti la rassegna culturale «Notti Sacre d’Arte», giunta alla sua quinta edizione. Organizzata dall’A.P.S. Federico II Eventi, la manifestazione si pone l’obiettivo di valorizzare artisti, scrittori, compositori in parallelo con il Premio Internazionale di Pittura, che quest’anno affronta il tema della riscoperta della figura della donna («Donna e visione»).

Ad illustrare meglio in cosa consista l’evento è il prof. Miguel Gomez, direttore artistico di Notti Sacre d’Arte, presidente di Federico II Eventi e direttore artistico di BIBART, la biennale di arte internazionale di Bari e Città metropolitana, a lanotiziaweb.it: «Il programma di questa prima serata prevede l’apertura della mostra, giunta alla quarta edizione. Quest’anno l’intervento della mostra è bello perché è diventata internazionale. Oltre ad esserci opere locali, l’Italia è rappresentata bene, con artisti che provengono da Roma, Bolzano, Reggio Calabria, San Benedetto del Tronto. Abbiamo inoltre opere che vengono dall’estero, da Croazia, Grecia e Spagna. Si comincia a respirare aria internazionale grazie anche all’appoggio dell’organizzazione della biennale di Bari – conclude Gomez – che quest’anno avrà la sua seconda edizione». Ad aprire la mostra è Cinzia del Corral, vice-presidente di Federico II Eventi, che sottolinea come «questa rassegna si diletti nel portare letteratura, arte e musica nelle Chiese, d’estate. In fin dei conti, quello in cui ci troviamo è stato un Convento». BIBART, dal canto suo, coglie l’occasione per lanciare una sua sfida: andare oltre l’essere una biennale espositiva, volendo rappresentare un punto di rottura per proporre cose nuove. «Nella biennale non ci sono critici d’arte perché, a nostro avviso, oggi come oggi la critica ha perso il suo senso. È nata per raccontare e decifrare delle opere – sostiene Miguel Gomez – e per dire in maniera chiara ad un artista che forse non è ancora giunto il momento di esporle. Il critico era colui che riusciva a leggere l’opera e a far crescere l’artista. Dopo decenni si è arrivati invece al punto più basso: siamo noi artisti che cerchiamo il critico per presentare le nostre mostre, facendo un errore gravissimo».

La missione di questa edizione del Premio di Pittura di Notti Sacre d’Arte è, quindi, mettersi totalmente in discussione. La parola passa infine alla dott.ssa Siria Bottazzo, giovane curatrice della mostra, che vanta nel proprio bagaglio la collaborazione alla triennale di Milano: «Si è deciso di scegliere come contest la sacralizzazione dell’immagine della donna, attraversando l’idea di donna nella sua immagine più sacra accostandola al concetto principale, quello della rigenerazione della vita. Sin dai tempi più antichi questa necessità dell’essere umano di cercare un principio primo è sempre stata il risultato della creazione di una figura femminile, prima di tutte la cosiddetta ‘Madre Natura’». Il tema della mostra ha un suo fil rouge che porta anche ai giorni nostri, come la curatrice evidenzia: «La cronaca attuale ci racconta molto spesso che alcune donne stanno attraversando un periodo che non è certo di sacralizzazione. Sono vittime di vessazioni e di violenze e si parla di femminicidio. Si è scelto di conferire agli artisti scelti – conclude Siria Bottazzo – un ruolo molto importante, quello di dare, attraverso il loro estro artistico, la sacralità che la donna merita e che si è perduta».

E, restando in tema, un esempio di donna da prendere come importante insegnamento è quello di Alessandra Bisceglia, giovane giornalista ed autrice televisiva (ha collaborato, fra i diversi programmi, per Uno Mattina Estate e Voyager) prematuramente scomparsa a causa delle anomalie vascolari, malattia che comporta alterazioni congenite e da cui è stata colpita sin dalla tenera età. La Fondazione che porta il suo nome, «Alessandra Bisceglia – W Ale Onlus», nata per volontà dei suoi amici e colleghi, è fra i partner delle Notti Sacre d’Arte. Fra le attività che svolge ci sono ricerca, assistenza gratuita alle persone affette dalla malattia in età pediatrica ed ai loro familiari e formazione di personale medico. È possibile sostenerla anche con un piccolo contributo versando il 5×1000.

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La seconda parte di questa prima serata ha avuto luogo nel chiostro di Palazzo Fornari, con il concerto del gruppo “Klez Note”, quintetto di musica popolare ebraica formato dal M° Elena De Bellis, violino, stroh violin e tamburello,dal M° Francesca Scarano, violino, dal M° Ermanno Ciccone, chitarra, dal M° Michele Rampino, fisarmonica, e dal M° Gianluigi Valente, clarinetto. Il genere musicale a cui il gruppo di musicisti nostrani fa riferimento è quello del Klezmer, musica popolare ebraica strumentale che ha fatto suo il folclore musicale dei paesi dell’Est europeo in cui si sono sviluppate comunità ebraiche. La rassegna culturale Notti Sacre d’Arte è soltanto ai suoi primi passi. Ci accompagnerà per tutta l’estate, fino al prossimo 14 settembre, in un ricco itinerario fra concerti, poesia e presentazioni di libri. Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 26 luglio, alle 20.00, quando a Palazzo Fornari sarà presentato «Il buio nell’oscurità» (ed. Fiorestano) di Riccardo Filograsso.