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Doveva essere una piacevole serata all’insegna della riflessione e della legalità quella di mercoledì 25 luglio, ma così purtroppo non è stato. Era infatti in programma la proiezione nella villa comunale del film “Nato a Casal di Principe” alla quale era presente lo stesso regista Bruno Oliviero.

Ma l’iniziativa promossa dal presidio cittadino di Libera e dall’associazione di cinema itinerante “Cinemovel Foundation” non ha potuto tenersi regolarmente a causa di “imprecisate incomprensioni” tra gli organizzatori e l’istituzione. E così i circa 200 spettatori accorsi in villa comunale delusi per la mancata proiezione hanno dovuto abbandonare con l’amaro in bocca il cinema all’aperto, con l’aggravante che sino al giorno prima le proiezioni si erano svolte senza problemi.

Nelle ore immediatamente successive sono partite – quasi immancabili in queste situazioni del genere – le polemiche sui social, dove si denunciava un presunto sabotaggio dell’iniziativa. Così nella mattinata odierna sono arrivate le dichiarazioni del Vice-Sindaco e Assessore alle Politiche sociali Rino Pezzano, che ha esposto la versione dei fatti a nome dell’Ente.

«L’Amministrazione Comunale ha dato con estrema celerità (2 giorni) tutte le autorizzazioni richieste affinché la manifestazione di ieri sera in Villa Comunale avesse luogo. Con LIBERA c’è stata perfetta collaborazione – si legge nel comunicato diffuso a mezzo stampa e sui social – Purtroppo, l’impedimento tecnico sopraggiunto nel tardo pomeriggio non ha permesso la proiezione del film, nonostante i tentativi esperiti. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati affinché il problema si risolvesse, – prosegue –dai miei collaboratori, ai rappresentanti di Libera, agli operatori della Cooperativa Mondoservice. E, a nome della Città di Cerignola, mi scuso con gli illustri ospiti che hanno già dato la loro disponibilità a tornare nella nostra città».

Pezzano poi derubrica a inutili polemiche le accuse rivolte all’Amministrazione: «L’arte dell’infangare continuamente il nome di Cerignola, anche quando non ci sono valide motivazioni, con maldestre e becere arrampicate, non fa altro che danneggiare la nostra comunità e chi si spende per migliorarla. A fronte di ricostruzioni fantasiose e non edificanti, ristabilire la verità è mio preciso dovere. Il resto sono elucubrazioni senza fondamento».

Quella di mercoledì sera è stato senza dubbio un episodio spiacevole. Al di là delle polemiche, osservando lo stato delle cose si nota un ulteriore episodio in cui la burocrazia e la scarsa qualità del comunicazione tra gli interlocutori hanno prevalso sulla cultura e sulle occasioni di riflessione di cui la nostra comunità ha strettamente bisogno, soprattutto quando toccano il tema della legalità.