Casarella

Fratelli d’Italia all’attacco di Franco Metta che ha approvato, seppur con una maggioranza risicata, l’aumento del 36% della TARI ed è riuscita a rimanere in sella. L’assenza di Mario Rendine ha fornito diversi alibi e deresponsabilizzato molti, anche se il dodicesimo uomo, utile in presenza del consigliere di centrosinistra c’era (Vincenzo Specchio, ndr) ed è uscito dall’aula perché non necessario il suo voto.

«In troppi interventi si è parlato di pressioni che avrebbero fatto da prologo all’adunanza, in un clima di preoccupante omertà, con inspiegabili presenze in Aula e consiglieri fino alla fine indecisi se votare, astenersi o uscire» scrive Gianvito Casarella di FdL che ritorna sull’assenza di Rendine. «La mancanza di Mario Rendine ha ridotto la minoranza a 10. Comportamento ingiustificabile di cui tutta la sinistra deve dare conto. La presenza di Rendine, oltre a licenziare l’amministrazione, avrebbe tolto ogni alibi a chi adotta da tempo la politica del “vorrei, non vorrei, ma se vuoi” e tutti sarebbero stati inchiodati alle proprie responsabilità, senza scappatoie e strategie».

Il riferimento, chiaro ed esplicito, è a Vincenzo Specchio, che a differenza di Novelli (assente, ndr) è rimasto in aula salvo poi uscire al momento del voto. «Poco comprensibile la posizione del consigliere Vincenzo Specchio, fino a poche ore fa in maggioranza: si sapeva della sua assenza, invece è andato in Consiglio, ma al voto è uscito. Avrebbe a qual punto potuto porre fine all’esperienza aggiungendosi come 11° ai voti dell’indipendente Teresa Lapiccirella».

Un’occasione perduta rispetto alla quale Casarella offre ulteriormente il suo punto di vista. «Per ora il sindaco resta lì. Ormai nell’angolo, vittima dei suoi modi, del sistema che lo ha condotto qui. Lo sfiancamento durerà ancora, perché il sindaco, proclami a parte, non ha più autorevolezza tra i suoi consiglieri e d’ora in poi sarà ostaggio dei nuovi raggruppamenti. In mezzo la città, quella stessa sommersa di immondizia. Saranno i cerignolani a giudicare. Se prima non lo fanno le Autorità preposte. E lo auspichiamo».