La vita di Andrea Pazienza, il fumettista che ha segnato un’epoca, raccontata attraverso lo sguardo e le voci delle donne che hanno caratterizzato la sua breve ma intensa esistenza, è stata al centro del secondo appuntamento della rassegna «Aperitivo con l’autore», il ciclo di incontri che accompagnerà Cerignola per tutta l’estate fino alla prossima Fiera del Libro del 21, 22 e 23 settembre, all’interno del programma “Cerignola d’Estate” promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili in partnership con le associazioni OltreBabele e AAD (Arte Architettura Design).

Location del secondo incontro, che ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 agosto, è stata la cioccolateria “Bramo” di Tommaso Perrucci, in via don Minzoni. Ad essere presentato è «La femmina è meravigliosa-Vita impaziente di Andrea Pazienza», il libro dello scrittore e giornalista Tony di Corcia, edito da Cairo. Uscito nel trentesimo anniversario della prematura scomparsa del celebre fumettista che tanto ha amato la nostra regione, l’opera si pone l’obiettivo di raccontarlo attraverso un punto di vista altro, inedito. Ma a spiegare meglio il tutto è lo stesso Tony di Corcia, gentilmente concessosi a lanotiziaweb.it: «Nel corso di questi trent’anni, a parlare di lui sono stati colleghi, amici, sempre uomini. Dieci anni fa, in occasione dei vent’anni dalla sua morte, ho realizzato un numero speciale di un e-press che dirigevo all’epoca, si chiamava ‘Viveur’, dedicandolo ad Andrea Pazienza. Ebbi modo di intervistare Isabella Damiani, che è stata la sua amica fino agli ultimi giorni. Rileggendo qualche anno dopo questa intervista, mi sono reso conto che, a differenza degli amici e colleghi uomini, la sua al femminile era più indulgente, più tenera, più rispettosa, direi più nobile. Quindi mi sono detto che sarebbe stato bello raccontarlo attraverso la voce delle donne più importanti della sua vita. A settembre dell’anno scorso ho avuto questo contatto con Cairo Editore, in realtà per un altro libro, e mi è venuto naturale proporre questo».

E fra le donne che più hanno segnato l’esistenza di “Paz” c’è Betta Pellerano, la storica fidanzata che l’autore ci narra aver conosciuto in maniera molto curiosa: «Speravo di conoscerla, non immaginavo che ci sarei riuscito. Betta non è su Facebook, non è su Twitter, non è su nessun social, non è sulle Pagine Bianche, quindi trovarla non era una cosa che credevo di riuscire a fare. Invece una mattina, casualmente, cercavo Marcello Iori, un artista che è stato un grande amico di Andrea Pazienza, e che successivamente ha sposato Betta, e al telefono mi ha risposto lei. È nata da lì un’amicizia, ci scriviamo e mi manda sempre l’in bocca al lupo per le presentazioni del libro. Sono stato a casa sua, l’ho conosciuta e intervistata – prosegue di Corcia – e ho vissuto questo come un dono inspiegabile, un po’ magico: è come se qualcuno avesse voluto che ci conoscessimo. Betta non ha quasi mai rilasciato interviste nel corso degli anni e ne ha approfittato per mettere dei puntini sulle i su molte cose inesatte, ed anche un po’ offensive, dette in questi trent’anni».

Quella di Andrea Pazienza è stata una “vita impaziente”, come evidenziato nel sottotitolo del testo «nato da un’idea del mio direttore di Cairo, Marco Garavaglia. Per tutta la vita, Andrea Pazienza ha corso ad una velocità pazzesca. È morto a soli 32 anni ma ci ha lasciato un’eredità artistica, culturale, di ricordi, scherzi, frasi dette, un vissuto pari a quello di cinque persone di 90 anni. È stato uno che ha corso perché era affamato di vita. Purtroppo questa corsa si è arrestata troppo presto. Chissà quante altre ne avrebbe combinate e quante altre ce ne avrebbe regalate…».

La presentazione – condotta da Rita Oratore, presidente di OltreBabele – entra nel vivo con l’autore che testimonia emozioni ed impressioni provate incontrando ed intervistando le donne che hanno segnato – e sono state a loro volta segnate – l’intensa esistenza di Paz. La prima è stata sua madre Giuliana: «Il fatto che sia stata la prima ha influenzato molto positivamente il lavoro del libro. È una donna straordinaria – sottolinea di Corcia – che compirà 90 anni ad ottobre ma che ha la testa di una quindicenne punk, aperta nei confronti delle persone e del mondo. Però è stata anche l’intervista ad una donna che trent’anni fa ha perso suo figlio, di 32 anni. Andavo a muovermi nei suoi ricordi e nel suo dolore. Ma Giuliana ha capito subito le mie intenzioni e, già dal sorriso che mi ha fatto quando salivo le scale di casa sua, ho compreso che c’era un’accoglienza ed un’apertura speciali. Continua tutt’oggi a vivere il rapporto con suo figlio attraverso la sua arte».

L’arte espressa da Andrea Pazienza ha davvero contribuito a segnare un’epoca. Essere fumettisti negli anni ’70 significava anche farsi veicolo di messaggi sociali e politici e Paz riusciva a mettere su carta tutta la propria sofferenza di cittadino a cui lo status quo andava tutt’altro che bene. Ecco, quindi, far capolino il personaggio di Pentothal che con le sue straordinarie avventure colpì dapprima Fulvia Serra, colei che lo fece debuttare sulle pagine di “Alter Alter”, e soprattutto i ragazzi dell’epoca che nelle vicende narrate si riconoscevano, non trascurando il fatto che i temi toccati siano più che vivi anche per la gioventù di oggi. Pazienza, con il suo pennarello, diede voce a quegli adolescenti che temevano di essere inadeguati rispetto ad una società che sembrava correre troppo per loro. La serata prosegue narrando le testimonianze delle altre donne della vita di Paz: da Betta, la sua figura femminile per eccellenza tale da ispirare la stesura della locandina de “La città delle donne” di Fellini, a Isabella, l’amica di tante estati pugliesi a cui dedicò una mostra in piena adolescenza, per giungere all’amata sorella Mariella.

Seppur di 9 anni più giovane, Mariella è stata un importantissimo punto di riferimento: «La sua intervista è divisa in due parti, come in un film con primo e secondo tempo – asserisce l’autore -. C’è il primo tempo in bianco e nero in cui lei è una bambina e lui il fratello maggiore che studia al liceo artistico e che torna da Pescara con le sue storie, le esperienze vissute, raccontate imitando ciò che succedeva in classe. C’è poi il secondo tempo, dove i due sono adulti, la differenza di nove anni è abbattuta e si parlano da pari a pari. Racconta con molta lucidità il tema della tossicodipendenza, di come abbiano iniziato a parlarne e fatto in modo che non fosse più un non-detto. È una storia dolorosa che Mariella ha avuto la grande generosità di raccontare e di farlo senza sconti. È il ricordo di una sorella velato di grande dolore, rimpianto e nostalgia. Resta questa sensazione di ‘fame’: aver cominciato a capire un fratello e quali cose straordinarie potesse regalare proprio in quel momento in cui il destino lo ha portato via». La serata volge al termine con Tony di Corcia che, dinanzi al suo attento uditorio, sottolinea come Andrea Pazienza si sia consegnato all’eternità non facendo arte, ma essendo stato egli stesso arte: «Le persone sono anche il vuoto che lasciano», conclude.

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Il prossimo “Aperitivo con l’autore” si svolgerà venerdì 31 agosto. Franco Conte presenta il suo «Anni turbolenti, Cerignola nella prima metà del Novecento» presso il Caffè del Conte.