Si chiamava così un tempo la passeggiata del quindici agosto per il corso cittadino, un momento, dopo il tramonto, per incontrare amici, conoscenti e “ciauné” (i cerignolani emigrati tornati in terra natia per le vacanza, ndr). Un’usanza che ha perso diversi significati, ma che tuttavia sussiste. Lo “sfruscio” o “struscio” é ancora consuetudine ad ogni ferragosto, così come la processione della Madonna dell’Assunta.

Quel che offre la città a chi non é andato in vacanza, per scelta, e chi invece in vacanza non ci é potuto andare, perché scarseggia il lavoro o non ha ricevuto l’ultimo stipendio, o, come gli operai Sia, gli mancano 3 mensilità sulle 9 previste per i mesi già trascorsi del 2018. Durante la passeggiata si gode del fresco, si approfitta del venticello serale, che forse spirerà più forte in corso Scuola Agraria, dove non ci sarà più a far da argine lo storico uliveto superintensivo dell’Agrario (il più antico di Puglia, ndr), che é stato estirpato per far posto ad un supermercato.

Ferragosto é, seppur non temporalmente, il giro di boa dell’anno, di questo 2018 che con Cerignola non é stato per nulla benevolo. Basterebbe solo il caos rifiuti per raccontare otto mesi di tira e molla, con la città e i lavoratori al centro; la prima sporcata e maleodorante, i secondi feriti e spogliati della propria dignità. Due facce della stessa medaglia. Ma intanto é estate e tra una polemica e l’altra ci sta pure una passeggiata, per provare a distrarre la mente.

Buon ferragosto Cerignola.