L’inchiesta «Ocean’s Twelve» (così denominata dai carabinieri con riferimento al famoso film sulla banda di ladri americani) si è divisa tra magistratura elvetica e quella italiana. La corte delle assisi criminali svizzera lo scorso 21 agosto, ha condannato a pene oscillanti da 3 anni e mezzo di reclusione a 2 anni e 6 mesi, cinque cerignolani (pena accessoria l’espulsione dalla Svizzera per 10 anni) che furono arrestati in flagranza a Chiasso dalla Polizia elvetica la notte sul 26 febbraio scorso, mentre avrebbero tentato di forare una parete del caveau della società trasporto valori «Loomis Scweiz» senza sapere che investigatori italiani ed elvetici erano sulle loro tracce da mesi e poterono così tessere la trappola.

Per altri 5 presunti complici sfuggiti alla cattura in Svizzera in auto e arrestati qualche ora dopo dai carabinieri in una struttura ricettiva di Abbiategrasso (popoloso centro vicino Milano) dove si sarebbero rifugiati, è invece competente la procura di Pavia. I cinque arrestati in flagranza sono tre cerignolani e due foggiani, accusati di concorso in tentato furto e riciclaggio delle due auto usate per la fuga, in quanto vi furono apposte targhe false: il gip di Pavia convalidò gli arresti e lasciò inizialmente in carcere i cinque indagati, per poi concedere loro il beneficio degli arresti domiciliari. I tre cerignolani hanno chiesto di patteggiare condanne nell’ordine di 2 anni e 8 mesi di reclusione a testa; per i due foggiani Antonio Salvatore e Gerardo Conversano la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio: pende il ricorso in Cassazione che deve pronunciarsi sull’eccezione difensiva di incompetenza territoriale e decidere se lasciare il processo a Pavia o trasferirlo a Foggia come chiede il legale.

L’indagine «Ocean’s Twelve» condotta dai carabinieri cerignolani e lombardi e dalla Polizia elvetica non si concluse con il blitz del 26 febbraio e l’arresto in flagranza di 10 tra cerignolani e foggiani: il 4 giugno scorso infatti i carabinieri della compagnia di Cerignola hanno eseguito 6 degli 8 mandati di arresto europei firmati dalla magistratura elvetica. In occasione del terzo atto dell’inchiesta furono così arrestati 5 cerignolani e un uomo di Bisceglie, mentre altri due indagati riuscirono a scappare.

tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno