Si è tenuto ieri sera presso la “Sala Mascagni” del Teatro “Mercadante” l’incontro organizzato in occasione del secondo anniversario del CAV “Titina Cioffi” col fine di presentare l’attività del centro antiviolenza alla comunità e far conoscere modelli virtuosi grazie ai quali si contrasta la violenza di genere nel nostro territorio. Dalla sua fondazione il CAV ha assistito 22 donne vittime di violenza fornendo assistenza materiale, psicologica e legale, senza tuttavia tralasciare la formazione e la sensibilizzazione sulla tematica.

«Sono due anni di attività nel corso dei quali abbiamo creato un punto di riferimento per le donne vittime di violenza sul nostro territorio e intensificato l’attività di rete con altri enti per prevenire il fenomeno – commenta ai microfoni de lanotiziaweb.it l’Assessore alle Politiche sociali Rino Pezzano -. Considero questo un punto di partenza perché dobbiamo migliorare nel tempo questo progetto che ha come obiettivo quello di allargare il raggio d’azione a tutti coloro che hanno voglia di dare un contributo alla comunità».

Uno dei frutti più importanti dell’operato del CAV è la nascita dell’associazione “Fiori di Loto”, gruppo di volontariato formatosi in seguito ad un corso di formazione presso il centro e che tuttora, assieme alla cooperativa “Aporti”, contribuisce al funzionamento della struttura: «Siamo una realtà giovane e nuova che opera volontariamente nel CAV e che si occupa di promuovere il tema sul territorio», ha dichiarato la presidentessa dell’associazione Maria Pia Gisario, che ci ha spiegato qual è l’obiettivo perseguito con l’incontro del Mercadante: «Questo è il primo evento organizzato dalla nostra associazione e vogliamo che con la giornata di oggi si confrontino tutti gli attori che operano nella rete antiviolenza, con l’obiettivo di creare un vero e proprio protocollo d’azione».

Erano appunto presenti tutti gli attori che contribuiscono al corretto ed efficace funzionamento di questa rete: la Diocesi nella persona del Vescovo Mons. Luigi Renna – il quale ha annunciato l’apertura (il prossimo 12 ottobre, n.d.r.) del Consultorio Diocesano e auspicato che «l’azione dei CAV sia rivolta anche nei confronti delle ‘invisibili’, ovvero donne immigrate che vivono una situazione ancora peggiore e violenta per motivi socio-culturali» -, l’ASL, con la dott.ssa Elia D’Alessandro, l’associazione “Donne in Rete” di Foggia, rappresentata dalla dott.ssa Donatella Caione, e i Carabinieri delle compagnie di Foggia e Cerignola.

ATTIVITA’ DI POLIZIA E PREVENZIONE SOCIALE

È stato proprio il comandante del NORM di Cerignola, il Tenente Crescenzo Maglione, a spiegare come i Carabinieri agiscano per contrastare il fenomeno: «L’Arma fa molto nella lotta contro la violenza di genere. È di pochi giorni fa la notizia dell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un soggetto cerignolano resosi autore di violenze ripetute nei confronti della sua ex compagna. Abbiamo dato così un segnale importante alla vittima e a tutte le donne che vivono situazioni simili. Non devono avere paura di denunciare perché le forze di polizia sono dalla loro parte». Ma l’azione dei Carabinieri non è solo repressiva, ma soprattutto preventiva: «Nell’ambito delle violenze di genere una buona azione di prevenzione può risolvere il problema sin da subito, ecco perché è importante denunciare – spiega il Tenente Crescenzo -. Una delle misure più importanti ed efficaci a disposizione dell’autorità giudiziaria è quella dell’ammonimento, che si è dimostrato essere lo strumento più efficace e risolutivo di situazioni a rischio».

Attività di prevenzione che si concretizza non solo con l’attività di polizia, ma anche con l’accoglienza e l’ascolto. Secondo questi principi è stata istituito presso la centrale di Foggia uno sportello dove le donne vittime e i testimoni di episodi di violenza possono rivolgersi alla Forze dell’ordine. All’azione dei CAV e delle Forze dell’ordine deve però affiancarsi un’opera di sensibilizzazione che porti ad una rivoluzione culturale. In questo senso è importante l’operato dell’associazione “Donne in Rete”, che da anni si occupa di studiare la violenza di genere e propone un’attività educativa che spazia dalle pubblicazioni letterarie per adulti ed adolescenti ad iniziative più ad impatto come “Disamorex”, il (finto) medicinale con tanto di bugiardino che orienta la donna vittima di abusi alla consapevolezza della propria situazione.

“STORIA DI UNA PERFETTA IMPERFETTA”

Tuttavia la migliore azione di sensibilizzazione è quella di raccontare storie di violenza, di cadute e di risurrezione. Ed è quello che ha fatto Gabriella Seccia nel suo libro “Diario di una perfetta imperfetta”, nel quale narra il suo (non) amore malato e le violenze subite anche davanti ai figli, ma anche la forza di dire basta e di riscattarsi in una nuova vita. «Quando ho vissuto questo dramma non c’era nessuna istituzione che mi potesse aiutare – racconta l’autrice -. A dieci anni di distanza è bello vedere che a Cerignola c’è questo movimento a disposizione delle donne che vivono situazioni di violenza». Il libro di Gabriella non è solo una storia scritta per esorcizzare il passato, ma anche una testimonianza che dimostra come (ed è questo il messaggio che la rete antiviolenza vuole comunicare) sia possibile uscire dalla spirale di violenza e dolore: «Voglio dare un contributo attraverso la mia storia, che ho raccontato non solo come catarsi personale ma soprattutto per sostenere le altre donne che stanno vivendo una situazione analoga alla mia dimostrando loro che è possibile venirne fuori».