Ha avuto ufficialmente il via, nella mattinata di venerdì 21 settembre nella tradizionale location di Palazzo Fornari, la IX edizione della Fiera del Libro, la kermesse culturale che anima Cerignola ogni fine estate ed organizzata dall’Associazione OltreBabele, patrocinata da Regione Puglia e Amministrazione Comunale ed in partnership con l’ITET “Dante Alighieri”.

Ad aprire una tre giorni il cui programma si presenta ricco e variegato in contenuti sono i laboratori e le presentazioni di libri rivolti ai lettori in tenera età. Il tutto è avvenuto con la conduzione di Marianna Longo, la titolare della nota libreria per bambini “L’Albero dei Fichi”, e le letture animate delle volontarie dell’AGE Cerignola. Davanti a numerose scolaresche cittadine, ha avuto luogo nella prima parte della mattinata la presentazione di «Favole Capovolte» (Adda Editore), libro di Florisa Sciannamea, autrice anche dei disegni. Una raccolta delle fiabe più popolari le cui trame e soprattutto i finali, però, vengono smembrati, rielaborati e ribaltati. Si parte da “Cappuccetto Rosso” e da come si discuta già del fatto che questa bambina non venga chiamata col proprio nome: «A voi farebbe piacere se vi chiamassero ‘Grembiulino Azzurro’?», afferma l’autrice rivolgendosi al suo giovanissimo pubblico. Viene in questo modo smontata la leggenda del “lupo cattivo”, uno degli animali più nobili e generosi che esistano in natura, invece. Si prosegue rileggendo e rielaborando altre note fiabe. C’è quella de “Il soldatino di piombo”, una storia che testimonia l’importanza di accogliere le diversità, con il protagonista che fa tendenza indossando il “pantalono” (che si fa cucire su misura per la sua sola gamba) e che finisce per coronare il suo sogno d’amore con la ballerina di carta, sposandola ed avendo tanti figli. Non da meno è “Scemerentola”, una frivola Cenerentola dei giorni nostri più presa dai social, tanto da non saper più comunicare e scrivere per esteso, che dalla vita reale. L’opera della Sciannamea, come la stessa autrice dichiara, trae origine dal suo «continuare a sentirsi bambina, non smettere mai di ricordarsi di esserlo stata. Non bisogna porre limiti all’esprimere le proprie emozioni e i bambini sono i primi in questo».

La seconda parte della mattinata ha visto la presentazione di «Al bullo? Mi ribello» (Adda Editore), a cura di Daniele Giancane. A presenziare, oltre al curatore, due dei diversi autori di questa raccolta di racconti, Angela Giannelli e Francesco Spilotros. Si tratta di un lavoro a diverse mani (anche quelle di Marianna Carrara, Carmen De Stasio, Loredana Pietrafesa, Giulia Poli Disanto, Cosimo Rodia, Caterina Rotondo e Paola Santini) che invita a riflettere e prendere coscienza delle problematiche afferenti il bullismo. Giancane, Giannelli e Spilotros sono insegnanti che, nello scrivere, hanno reso testimonianza di esperienze vissute in tal senso in prima persona. «Anch’io da ragazzino ho incontrato un bullo – afferma Spilotros -. C’era un compagno di banco che veniva dall’America e il maestro mi disse che dovevo aiutarlo nell’italiano. Mi sono ritrovato a subire le angherie di questo omone di due anni più grande di me». Seppur con altri nomi, la vicenda personale si rispecchia nella storia del docente presente nell’opera, dal titolo “Bullo per sempre”. Il protagonista è un ex bullo che, a distanza di anni, si ritrova a fare i conti con il suo passato: è un uomo di oltre 40 anni, con un lavoro precario e che non sa quali scuse accampare per rifiutare l’invito ad una reunion in un posto di lusso da parte dei suoi ex compagni di scuola, bullizzati, ma con un presente da affermati e ricchi professionisti.

Angela Giannelli è, invece, autrice di “Primo amore”, il sentito racconto di un’insegnante che è dovuta diventare amica del bullo della classe, riuscendo ad arginarlo. Anche in questo caso è tangibile il segno dell’esperienza personale di chi scrive: un’esortazione a tutte le istituzioni educative a tenere gli occhi sempre ben aperti. La presentazione vede, via via, sempre più partecipe il giovane pubblico, verso il quale Daniele Giancane (autore de “Il genio del sassofono”) – dopo aver reso omaggio a Maria Conte, l’autrice cerignolana che raccolse diverse fiabe popolari locali, fungendosi da apripista di questa corrente agli inizi del secolo scorso – afferma: «In ogni racconto si riverbera la personalità dell’autore. Se si scrivesse semplicemente a tavolino, le emozioni andrebbero perse. Devo invece far trasparire che io che scrivo sono il primo a divertirmi nel farlo».

Si chiude così la prima parte della prima giornata di una rassegna che, nel corso degli anni, ha visto accrescere attorno a sé interesse e consensi. Protagonisti sono stati i più piccoli, coloro ai quali deve essere concesso, dicendolo con le parole di Marianna Longo, «volare sulle ali della fantasia attraverso le parole contenute nei libri».

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