Sia-rifiuti

Se il consorzio tra i Comuni non provvederà immediatamente – cosa che non può fare per la grave crisi in cui si trova – sarà l’Agenzia regionale per i rifiuti a dover riattivare l’impianto complesso «Sia» di Cerignola. È quanto ha stabilito una delibera approvata ieri dalla giunta Emiliano, che mira appunto a rimettere in funzione la linea di compostaggio e ad attivare il centro di raccolta multimateriale per la differenziata, al momento privi di autorizzazione. Per farlo potrebbero esserci due strade: o l’affidamento diretto ad una società pubblica, oppure un bando per cercare un gestore sul mercato.

L’impianto Sia è chiuso dall’11 settembre, data di scadenza di una ordinanza del presidente Michele Emiliano per smaltire nella linea Tmb le quasi 650 tonnellate di rifiuti stoccate temporaneamente (a partire da giugno) presso l’Interporto della città foggiana. Aseco (società che fa capo ad Aqp e che già si era occupata dell’adeguamento impiantistico, completato a giugno) ha operato per 45 giorni, fino alla scadenza dell’ordinanza. Nel contesto della crisi Sia, la Regione aveva poi assunto una serie di impegni con la prefettura di Foggia, al pari dei Comuni che però non hanno ottemperato.

L’Ager aveva già avuto il mandato di mettere in sicurezza gli impianti esauriti in sostituzione del consorzio Sia: ad agosto è stato effettuato l’emungimento del percolato e la chiusura dei lotti esauriti. La delibera approvata ieri dice che ora l’impianto va riavviato perché è strategico per la chiusura del ciclo, anche a fronte dell’ingente investimento pubblico per completare la linea Tmb (che ha ora una capacità di 160 tonnellate al giorno) e alla necessità di riaprire la discarica. Ma le autorizzazioni sono ormai state revocate. Per questo interverrà l’Ager, prima diffidando il consorzio e poi avviando tutte le procedure che porteranno alla richiesta dell’Autorizzazione integrata ambientale e quindi alla ricerca di un nuovo gestore.

Ma non sarà semplice. L’impianto deve infatti essere sottoposto a collaudo per le parti non ancora messe in esercizio. E resta il problema dei rapporti con i nove Comuni che compongono il consorzio: si sono detti «impossibilitati» ad adempiere alle prescrizioni sugli impianti. Proprio questo ha spinto la Regione ad intervenire, affidando tutto nelle mani del dg Gianfranco Grandaliano. La gestione potrebbe essere affidata ad Amiu Puglia.

tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno