Come in ogni sua edizione la Fiera del Libro offre ad una città assetata di cultura la sua triplice anima: divertimento, ma anche la conoscenza della nostra terra e la riflessione sui problemi che l’affliggono.

E la tre giorni culturale organizzata dall’associazione culturale “Oltre Babele”, come ha spiegato il Vescovo Mons. Renna nel corso dell’inaugurazione ufficiale della kermesse tenutasi ieri pomeriggio, «non deve limitarsi all’ultima settimana di settembre, ma diventare un trampolino di lancio per tutte quelle energie che vogliono mettersi al servizio del territorio», auspicio condiviso dal Sindaco Franco Metta e dall’Assessore alla cultura Raffaella Petruzzelli che si dice sicura del successo della nona edizione della Fiera del Libro «poiché sono state investite tante energie, competenza e voglia di fare».

“ALTERNANZA IN TOUR” DELL’ITET E l’associazione “Oltre Babele” ha da subito accolto l’invito ad offrire spazio alle energie del nostro territorio, specialmente ai più giovani. Va letta in quest’ottica la collaborazione con l’ITET “Dante Alighieri”, partner fondamentale di questa edizione. Gli studenti, assieme al dirigente Salvatore Mininno, Domenico Carbone, presidente Club UNESCO Cerignola, e l’arch. Mauro Iacoviello del Consorzio di gestione Bacino dell’Ofanto, hanno presentato l’opuscolo “Alternanza in tour”, un report delle attività svolte dalle classi terminali dell’indirizzo turistico impegnate nel percorso di alternanza scuola-lavoro che le ha portate a viaggiare per i Cinque Reali Siti e località limitrofe (come Canosa, Andria) per conoscere il territorio e la sua storia col fine di presentarli al mercato del turismo. «È stata un’esperienza che ha permesso ai ragazzi di formarsi come tourist manager, figura molto richiesta sul mercato del lavoro– ha spiegato Domenico Carbone -. L’alternanza scuola-lavoro è stata un’occasione per far fare loro esperienza lavorativa in modo tale che dopo il diploma siano già preparati sia per farli raccontare le potenzialità enormi che il nostro territorio può esprimere».

IV RAPPORTO NAZIONALE AGROMAFIE E CAPORALATO Valorizzare il territorio significa però anche saper parlare con intelligenza delle problematiche che lo interessano. Per tale motivo nel corso della Fiera è stato illustrato, in collaborazione con l’associazione “Casa Di Vittorio”, il IV Rapporto nazionale agromafie e caporalato, redatto dalla FLAI CGIL. A commentare il documento sono stati il sindacalista Jean René Bilongo (FLAI CIGL) e Francesco Carchedi, responsabile dell’analisi del fenomeno in Puglia, che hanno dialogato con il giornalista Gianni Di Bari«Non dobbiamo credere che tutto il settore agricolo sia interessata dal fenomeno, ma non possiamo nemmeno nascondere la polvere sotto il tappeto perché stiamo parlando di una questione che interessa non solo la Capitanata, ma tutta l’Italia e anche il resto d’Europa – spiega Bilongo -.  Se teniamo al made in Italy dobbiamo fare in modo di estirpare il caporalato perché il sospetto che i nostri prodotti siano sporchi di sangue costituisce un grosso danno per il paese». Come ha illustrato Francesco Carchedi il sistema si espande soprattutto a causa dell’assenza dello Stato con i centri dell’impiego che risultano essere comunque lenti ed inefficaci. Il risultato è che le agromafie, attraverso i caporali, possono avere potenzialmente fino 450000 lavoratori a disposizione. Tuttavia, secondo Bilongo, anche la grande distribuzione e l’Unione Europea hanno delle grosse responsabilità: «C’è un meccanismo perverso attuato dalla grande distribuzione che col sistema dell’asta al doppio ribasso impone i prezzi d’acquisto e soffoca il piccolo imprenditore.  È triste poi constatare come la politica economica comunitaria si occupi del benessere animale ma trascuri quasi del tutto il tema del lavoro».

VERGASSOLA E “LA BALLATA DELLE ACCIUGHE” A fine serata arriva il momento più atteso. Sul palco di Palazzo Fornari sale Dario Vergassola che, dialogando col direttore de “L’Attacco” Piero Paciello, ha parlato della sua carriera e presentato il suo libro intitolato “La ballata delle acciughe”, edito da Mondadori. Il comico, attore teatrale e showman spezino, che nella sua lunga carriera televisiva è stato mattatore in programmi tv di culto come il Maurizio Costanzo Show, Zelig, le Iene, Kilimangiaro e Parla con me, ha raccontato – sempre nel suo stile ironico ed irriverente – nell’intervista concessa in esclusiva per lanotiziaweb.it com’è nata l’idea di scrivere questo libro: «Tutto è iniziato perché quei folli della casa editrice mi hanno dato un acconto per scrivere un libro e io ho accettato. E così ho deciso di raccontare questa storia che avevo in testa da un po’, un soggettone da film nel quale si racconta di un viaggio dalla periferia di La Spezia verso Woodstock». La trama del libro racconta di un gruppo di amici squinternati che, per ottenere l’eredità di un loro compagno morto di recente, devono adempiere all’onere di fare un viaggio di 7763 per «andare a vedere cosa c’è a Woodstock», un percorso che li porterà a riflettere con amarezza ed ironia sulla loro condizione.

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Eppure il centro della storia non è la leggendaria città rurale inglese, ma un bar di periferia, luogo d’incontro che, spiega Vergassola, sta sparendo a causa dei social e si sta trasformando in un mero centro scommesse: «Purtroppo i social hanno preso molto spazio. Io sono a favore dei social, anche se non li frequento e preferisco andare su altri siti… Ma i bar di una volta erano dei posti eccezionali perché si giocava a scacchi, a carte, a biliardo, a bocce e si perdeva tempo allegramente. Erano dei luoghi di aggregazione molto interessanti che i politici hanno rovinato mettendoci dentro le slot machine trasformando i bar in fogne che rovinano le famiglie». Per concludere il comico ligure ha voluto fare, ovviamente a modo suo, i complimenti agli organizzatori della Fiera del Libro: «In questi libri ci sono poche figure, sennò li leggerei anch’io».