Se è vero che mancano meno di due anni alle elezioni amministrative del 2020 è anche vero che il Sindaco Franco Metta ha già rilanciato a più riprese la sua candidatura, stroncando di fatto ogni ambizione, più o meno esplicita nella sua squadra; dal vice Sindaco Rino Pezzano a qualche esponente in ascesa, a meno di sconvolgimenti dell’ultimo anno, dovranno metter da parte la propria ambizione per sostenere la corsa al secondo quinquennio di Metta, che, evidentemente bleffando, aveva in passato assicurato di non ambire ad un secondo mandato.

Sempre sul fronte protesta è in ripresa l’attività politica dei pentastellati cerignolani, che, dopo l’esperienza poco appagante del 2015 con Francesco Grieco, vorranno provare a sfruttare l’onda lunga del successo nazionale; da qui il rinnovato interesse per la questione inceneritore e per le tematiche ambientali.

Nel centrosinistra sono due i filoni individuabili: da un lato il Partito Democratico, impantanato su questioni gestionali interne, che stanno frammentando anche il gruppo dirigente che ha sostenuto l’ascesa di Sabina Ditommaso a segretario cittadino; dall’altro Tommaso Sgarro, vertice alto della base piddina, dei partiti minori a sinistra e della società civile che si riconosce – fuori dai partiti – nel recinto del centrosinistra. L’unitario progetto 2015 vede distante l’attuale gruppo dirigente Pd cittadino, allineatosi sull’asse Emiliano-Piemontese; Sgarro tuttavia resta, tra cittadini e addetti ai lavori, il candidato naturale per sfidare nel 2020 l’attuale primo cittadino.

Anime differenti nel centrosinistra, come nel centrodestra, dove Forza Italia da alcuni mesi prova – ad intermittenza – a smarcarsi dal ruolo di stampella della maggioranza, soprattutto con le ultime prese di posizione dell’azzurro Natale Curiello. Occhio però alle forze extra consiliari: la Lega, che rivendica una forza elettorale rinvenente dal successo nazionale di Matteo Salvini, e Fratelli d’Italia, che, più centrata sul territorio, rivendica la totale contrapposizione rispetto alle politiche messe in atto da Metta.

Se il Movimento 5 Stelle correrà certamente in solitaria, la partita delle coalizioni è tutta da giocare, sia a sinistra che a destra, dove sono in essere una serie di condizioni. Fratelli d’Italia non è disposta a sostenere un candidato di Forza Italia, così come la gli azzurri non sono disponibili a rinunciare al posizionamento di un proprio uomo alla poltrona di Sindaco; in mezzo la Lega di Salvini, non ancora ben strutturata, che potrebbe essere l’ago della bilancia o addirittura il collante in funzione di un risultato che garantirebbe l’accesso al ballottaggio.

La presenza di più candidati infatti, come fu nel 2015, condurrà quasi certamente al ballottaggio, costringendo di fatto coalizioni e candidati a pensare una corsa elettorale, da ora al 2020, considerando anche lo spareggio finale.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno