Ha avuto inizio ieri sera in Piazza della Repubblica la Festa dell’Unità, la storica tre giorni organizzata dal PD in tutta Italia e che segna l’inizio della nuova stagione politica dopo la pausa estiva. Un appuntamento sottotono a Cerignola, in un momento in cui la crisi politica non risparmia nessuno, ancor più chi alimenta le divisioni interne. La locale sezione ha visto momenti di tensioni e divisioni culminare lo scorso 21 ottobre con l’elezione a segretario di Sabina Ditommaso, fatto che ha sancito una frattura (che per ora pare) insanabile tra l’area che fa riferimento ad Emiliano e la base del partito che fa riferimento all’ex-segretario Tommaso Sgarro. Una Festa dell’Unità (quale?) che non parte proprio sotto i migliori auspici. Ad inaugurare la kermesse con la Ditommaso, il segretario provinciale Lia Azzarone.

CESARE DAMIANO E IL LAVORO Ospite di punta della prima serata è stato l’on. Cesare Damiano, ex sindacalista FIOM-Cgil e Ministro del Lavoro del Governo Prodi, esponente dell’ala “di sinistra” del partito, che ha dialogato con il caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno Filippo Santigliano e l’Assessore regionale al Bilancio e alle Politiche giovanili Raffaele Piemontese. Damiano in apertura del dibattito prova ad analizzare la crisi della sinistra la cui ragioni non sono da cercarsi solo nell’operato degli ultimi governi: «Non creiamoci scorciatoie caricando sulle spalle di Renzi o di Gentiloni la responsabilità di questa situazione perché la crisi della sinistra mondiale parte dalla fine degli anni ’70, quando, dopo le grandi conquiste sociali e civili, prese piede il liberismo che ha sostituito alla persona il denaro e il profitto a tutti i costi. La sinistra negli ultimi quarant’anni non ha avuto il coraggio di rifiutare questa ideologia e anzi l’ha accettata senza creare un’alternativa». Tema caldo è però quello del lavoro, argomento di cui Damiano ha parlato nell’intervista concessa a lanotiziaweb.it. «Per ora, abbiamo soltanto assistito ad una battaglia tra i due vice-premier ed il Ministro dell’economia Tria per ottenere questo 2,4% di rapporto tra deficit e PIL, senza sapere effettivamente quali misure verranno adottate», ha dichiarato Damiano che spiega come l’opposizione non debba essere demagogica in maniera speculare all’operato del governo, ma andare nel merito della questione: «la sinistra adesso deve lottare per capire come verranno utilizzate queste risorse perché, ad esempio, portare la pensione a 780 euro per tutti anche se non si sono versati i contributi aggiungendo i costi del Reddito di cittadinanza potrebbe essere pericoloso, oltre che un incentivo per i giovani a lavorare a nero».

PER I GIOVANI “NUOVI LAVORI” Lavoro ma anche politiche per i giovani: è proprio Raffaele Piemontese ad insistere sul nuovo lavoro e sull’auto imprenditorialità: «abbiamo necessità di modificare quell’idea di lavoro negli enti, di posto fisso, di lavoro convenzionale. Come regione abbiamo finanziato centinaia di progettualità creative che producono lavoro, nuovi lavori» ha detto l’assessore. «Spazio dunque alle idee che in puglia sono tante. Spazio alle opportunità, come quelle concesse anche a ragazzi di Cerignola, che, con le varie misure, in questi anni hanno potuto avviare la propria start up».