Termina la Festa dell’Unità 2018 con un polverone di polemiche generate a margine dell’incontro di domenica mattina, quando in casa Pd è venuta fuori la proposta di aprire ad una coalizione piuttosto ampia in vista del 2020.

Per la segretaria Sabina Ditommaso «è stata una edizione particolare. Ha avuto un buon esito, dal punto di vista della partecipazione e del confronto». Meno trionfalistico e più realista il capogruppo dem Daniele Dalessandro che parla di «festa discreta in un momento complicato». Dal lavoro all’ambiente i dem hanno discusso di temi importanti con la partecipazione dell’ex-Ministro Cesare Damiano, dell’assessore regionale al bilancio e politiche giovanili Raffaele Piemontese, dell’onorevole Michele Bordo, del sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio e del commissario AGER Gianfranco Grandaliano.

IL CONFLITTO INTERNO Hanno fatto parlare le assenze dei rappresentanti istituzionali: Elena Gentile, eurodeputato dem, Tommaso Sgarro, consigliere provinciale, e i restanti quattro consiglieri della coalizione di centrosinistra. «Tutti sono stati inviati a partecipare» ha replicato in una nota stampa la Ditommaso. Al contrario, fanno sapere i consiglieri di centrosinistra, non è giunto alcun invito a partecipare in veste di consiglieri. Tantomeno ai rappresentanti istituzionali.

L’AMPIA COALIZIONE E LA POLEMICA DI DITOMMASO Forte eco mediatico per il dibattito di domenica mattina, quando è venuta fuori la proposta di allargare, in un – per dirlo sinteticamente – “tutti contro Metta”. A parte laconiche smentite e isterismi vari, la notizia – vera – è stata riportata anche da altre testate e dal quotidiano foggiano “l’Attacco”. Ha parlato di «un confronto libero, non pilotato, per iniziare a discutere di un’alternativa all’attuale amministrazione» la segretaria dem, che si è poi affrettata, a suo modo, a smentire le «ricostruzioni giornalistiche».

DALESSANDRO SULL’INCONTRO La vede differentemente dalla sua segretaria Daniele Dalessandro rispetto al dibattito e al filone polemico scaturito. «Non semplifichiamo un discorso molto complicato – frena il capogruppo a domanda precisa –. Domenica mattina noi abbiamo detto che è fondamentale ricompattare il centrosinistra. E poi eventualmente aprire ai cittadiniTenendo presente che lo scenario politico è mutevole, anche a livello nazionale». Un momento – è bene precisarlo – in cui “quattro amici al bar”, in casa Pd, hanno cominciato a parlare di 2020, senza diversi protagonisti di quell’avventura, su tutti Tommaso Sgarro. Ricostruzione falsa quindi o enfatizzata? «Credo semplicemente che sia stato trattato uno dei tanti elementi del discorso fatto» precisa Dalessandro.

Evidenti più che mai le differenze politiche, culturali e di opinione all’interno del Pd cerignolano. All’irruenza della segretaria si contrappone la posizione più mite e ragionata di Daniele Dalessandro. La confusione c’è e non riguarda solo la composizione della coalizione. Perfino la parola “unità” trova posto solo nel “nome” della festa. Ed è tutto dire.