Francesca Cristiani Cerignola

In un periodo storico in cui per la donna lavoratrice, per ragioni economiche ma anche culturali, è diventato difficile trovare lo spazio lei dovuto e conquistare posizioni nel mercato del lavoro ci sono delle storie che vanno in senso opposto e ci raccontano che farcela è possibile. E una di queste viene da Cerignola.

Francesca Cristiani, classe 1978, mamma di due ragazzi e una passione per il basket, è una giovane donna che detiene un singolare record: stando alle rilevazioni ed alle indagini di settore consorziale è l’unica guardia giurata particolare campestre donna in Italia. Abbiamo incontrato Francesca, la quale dall’11 settembre 2018 presta servizio presso il Consorzio Rurale di Vigilanza “San Trifone”: ha concesso un’intervista per lanotiziaweb.it in cui ci ha parlato del suo primato e del suo percorso.

Perché hai deciso di diventare una guardia giurata campestre?

«Collaboravo già da tempo con il consorzio per la gestione amministrativa. In seguito abbiamo deciso che per me era arrivato il momento di fare un passo in avanti per onorare questo mio ruolo e così ho intrapreso il percorso per diventare guardia giurata campestre».

Come siete venuti a conoscenza di questo tuo primato?

«Dopo aver conseguito il decreto, confrontandoci con gli altri consorzi a livello regionale ed oltre, ci siamo resi conto che io sono l’unica donna a ricoprire questo ruolo in tutta Italia».

Avverti una particolare responsabilità per il ruolo che ricopri?

«In verità no. È molto più grande l’orgoglio mio e di tutti i colleghi che mi coccolano, si sono sin da subito rivelati essere una famiglia accogliente per me».

È stato difficile approcciarsi a questa nuova realtà lavorativa?

«È stato qualcosa di completamente nuovo rispetto alle mie precedenti esperienze lavorative. Gestire una centrale è un compito arduo che richiede sapersi adeguare e reinventare».

Hai dovuto cambiare qualcosa nella tua vita e nelle tue abitudini?

«Più che le abitudini ho cambiato il modo di vedere le cose. Quando entri in possesso di un’arma ti senti più responsabile perché può accadere qualsiasi cosa. Inizi ad avere un po’ di timore perché sei una donna armata che opera in un contesto come il nostro che non è dei migliori, ma il senso di responsabilità è sempre più forte della paura».