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E’ di quattro arresti il bilancio delle attività dei Carabinieri di Cerignola nel corso dello scorso weekend, tre dei quali eseguiti nella flagranza del reato e uno in esecuzione di un provvedimento della Procura della Repubblica.

Il primo a finire in manette è stato HILALI HABDESLAM, cl. ’72, pregiudicato di origini marocchine, per coltivazione illecita di marijuana. I Carabinieri della Stazione di Cerignola, nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata presso la sua abitazione in aperta campagna, hanno scoperto tre piante di cannabis, dell’altezza tra uno e tre metri, che avrebbero prodotto da lì a poco oltre un chilo di marijuana. L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Cerignola, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del NORM hanno invece arrestato GADALETA DOMENICO, cl. ’86. L’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari per rapina, è stato sorpreso all’esterno della propria abitazione senza alcuna autorizzazione. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, il GADALETA è nuovamente stato sottoposto agli arresti domiciliari. Risponderà del reato di evasione.

A Trinitapoli, invece, i militari della locale Stazione hanno tratto in arresto PERRUCCI VALERIO, cl. ’98, pregiudicato di Cerignola, per resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane, mentre era a bordo della propria autovettura insieme alla fidanzata, invece di fermarsi all’alt intimatogli dalla pattuglia, si era dato alla fuga, innescando un lungo inseguimento per le vie del centro. Durante la fuga il PERRUCCI ha più volte speronato l’auto dei militari, i quali, però, non hanno ceduto e lo hanno bloccato dopo svariati chilometri. Fortunatamente né i militari né i due giovani hanno subito lesioni, mentre le autovetture hanno riportato ingenti danni. Il PERRUCCI, bloccato e ammanettato, su disposizione del Pubblico Ministero è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

A Margherita di Savoia, infine, i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un ordine di carcerazione a carico di GAMBAROTTA GIUSEPPE, cl. ’31, pregiudicato del posto. L’uomo, riconosciuto colpevole con sentenza definitiva del reato di violazione di sigilli, sconterà agli arresti domiciliari la pena di otto mesi di reclusione.