«Ho presentato una interrogazione su un argomento importante, il controllo degli impianti termici in città per la costituzione del catasto energetico. Sulla cosa siamo (manco a dirlo) in ritardo ma è un intervento a tutela dell’ambiente e in favore di un pezzo di economia della città» fa sapere il consigliere Tommaso Sgarro. «Mi avrebbe dovuto rispondere l’assessore Mininni che, alla sua prima performance, non ha fatto altro che rileggermi la storia (a me ben nota) e ricordarmi che se entro gennaio 2019 il comune non sarà in grado di garantire il servizio ci penserà la regione, che commissarierà il comune».
«La Mininni non ha spiegato né come è possibile che assegnata la gara in questione il 28.11.2017, dopo cinque mesi e senza firmare alcun contatto l’azienda, ha ritenuto di non esserci i tempi necessari per l’espletamento del lavoro, ringraziato tutti, salutato e se ne è andata. Eppure l’art.32 del codice degli appalti dice che entro 60 giorni va firmato il contatto. Come è possibile che l’azienda abbia cominciato il servizio, gli operatori abbiano acquistato i “bollini” per i controlli, investito altri soldi per l’erogazione della prestazione lavorativa, senza che ci fosse una convenzione firmata? Che fine hanno fatto quei soldi?» interroga Sgarro. «La Mininni ha assicurato che ci sarà un nuovo bando. Ma come è possibile che siano passati cinque mesi (la precedente azienda ha mollato il servizio il 15 maggio) e un bando copia e incolla su una cosa tanto importante non sia stato ancora stato ripubblicato? Se la presente azienda ha rifiutato di svolgere il servizio per insufficienza dei tempi, come emerge dalla lettera in cui saluta e se ne va, come è possibile che una nuova azienda possa garantire il controllo di 19.000 utenze nella metà dei tempi?».
«Ovviamente – conclude il consigliere d’opposizione – non una sola di queste domande hanno trovato risposta. Nella sorpresa generale all’incedere delle mie domande l’assessore ha ritenuto di non dover dare altre risposte. Mi preme sottolineare come il servizio impatto sul controllo della qualità della nostra aria, non è né una tassa, né una sanzione come tra le tante usate da questa amministrazione per fare cassa. Il silenzio della Mininni oltre ad essere imbarazzante, è anche preoccupante. Ancora una volta su un tema ambientale questa amministrazione tergiversa e fa scena muta. Non resta che affidarci all'”ambientometro” che ha reso celebre il marito dell’assessore nelle sue sgangherate inchieste sull’ambiente a Cerignola. Oramai siamo alla politica che diventa farsa, con i cittadini purtroppo a pagare il biglietto».