Cinque incendi dolosi, con tre autovetture e due esercizi pubblici distrutti, queste le imputazioni contestate a CAPACCHIONE Nicola, cl. ’90, pregiudicato di San Ferdinando di Puglia, tutti perpetrati dall’aprile del 2016 al marzo scorso.

Da quello che è emerso nel corso delle indagini, come riporta l’ordinanza di custodia cautelare eseguita alcuni giorni addietro, ci si troverebbe a che fare con un caso di piromania, patologia che avrebbe portato il CAPACCHIONE ad appiccare i roghi. Solo nel 2018 sono stati tre gli episodi di danneggiamento seguito da incendio contestati all’uomo, due perpetrati a febbraio e uno a marzo.

Le indagini dei Carabinieri della Stazione di San Ferdinando di Puglia, costantemente diretti dal Comando della Compagnia di Cerignola sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, sono consistite soprattutto in un certosino e paziente lavoro di acquisizione e studio di ore e ore di innumerevoli immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, sia pubbliche che private, che hanno consentito di individuare nel CAPACCHIONE l’unico responsabile dei cinque episodi delittuosi contestatigli. Di particolare allarme sociale era stato l’incendio di un chiosco, nel pieno centro cittadino, avvenuto il 7 febbraio scorso, in cui la struttura di legno era stata cosparsa di liquido infiammabile e data quindi alle fiamme, e forte era stato il sospetto che dietro a tali eventi vi fossero ben altri interessi criminali.

Nella serata di martedì scorso, i Carabinieri, dopo aver rintracciato il CAPACCHIONE, lo hanno sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica, a conferma della bontà delle investigazioni dei militari dell’Arma, che comunque proseguono per verificare la responsabilità del soggetto anche in altri episodi analoghi che si sono verificati nella cittadina negli ultimi mesi.