Il racconto di un viaggio nella bellezza della variegata provincia italiana, attraversando lo Stivale in lungo e in largo, per 75 giorni e percorrendo 6900 km: è la storia di Andrea Fucile, giornalista calabrese e instancabile scopritore di nuovi luoghi, messa nero su bianco nel suo ultimo libro «50 PK: giro d’Italia in Vespa» (Libroventura). Il suo giro a bordo delle due ruote inizia l’8 giugno 2017 da Calopezzati, in provincia di Cosenza, non lontano da Cariati, suo paese d’origine. Laureato in Scienze della Comunicazione, Andrea Fucile è già alla sua seconda pubblicazione in materia di viaggi. Questo libro, infatti, segue «Girovaga(bo)ndo», nelle cui pagine racconta il suo precedente tour spintosi oltre i confini italici, attraverso quattro continenti e toccando ben 58 nazioni.

Nel tardo pomeriggio di domenica 28 ottobre, il giovane giornalista-viaggiatore è giunto a Cerignola dove, ospite nella sede del locale Vespa Club, ha presentato la sua ultima opera. A lanotiziaweb.it ha illustrato alcune delle caratteristiche dei viaggi da lui intrapresi: «Fra il viaggio raccontato nel primo libro e quest’ultimo c’è una differenza abbastanza grande, dal punto di vista del mezzo. Nel primo racconto il giro del mondo fatto in bicicletta, come quello da Torino a Istanbul, e in autostop. È stato, quindi, molto più difficile. La difficoltà che invece ho incontrato in questo, in Vespa, era dovuta al fatto che non ne avevo mai guidata una prima, in 32 anni. Non sapevo dove metter mano, come guidarla, come aggiustarla. Infatti, all’inizio ho fatto un po’ di casino. Dal punto di vista dell’organizzazione, invece, non è stato un gran problema perché mi son portato dietro l’esperienza dei viaggi precedenti».

Con lo spirito di insaziabile viaggiatore, Andrea Fucile guarda già avanti: «A maggio farò il giro d’Europa con la Vespa PK per incontrare i calabresi all’estero. Saranno, più o meno, 20.000 km. Lo sto organizzando in collaborazione con la Regione Calabria e sarà sponsorizzato come si deve». Andrea dispensa anche qualche dritta per chi volesse intraprendere esperienze come la sua: «Un consiglio che mi sento di dare, senza prenderla troppo alla larga, è di fidarsi delle persone. Io ho incontrato una marea di gente bellissima. Non bisogna fidarsi sempre dei media: la gente brutta c’è, ma è in minima parte rispetto a tanta gente meravigliosa. In 6 anni di viaggi non mi è mai successo niente di granché pericoloso: e sono stato nei posti fra i più pericolosi al mondo».

Introdotto dal presidente del Vespa Club Cerignola, Giuseppe Abatino, Andrea Fucile si è raccontato al suo uditorio senza sconti. Il tutto è sostanzialmente partito dall’aver colto l’occasione di poter studiare gratuitamente in Scozia, dove ha potuto imparare l’inglese. Hanno fatto seguito viaggi in Spagna e Australia. Nello Stato oceanico, dove ha soggiornato per due anni e lavorato per uno e mezzo in una base militare in pieno deserto, Andrea ha avuto l’illuminazione per la scrittura sui suoi viaggi. Hanno fatto seguito Asia, dove per 8 mesi si è spostato attraverso autobus, treni ma anche percorrendo circa 1000 km a piedi in India, e Centro America, fatto in autostop. Qui non sono mancate delle disavventure. In Repubblica Dominicana ha trascorso due notti in carcere, dividendo la cella con quattro assassini, dopo essere stato tratto in arresto per aver oltrepassato, con la sua guida, una recinzione. Raccontando, poi, della sua esperienza negli Stati Uniti, ricorda come, nel giro di due sole sere, sia stato ospite prima di un prete e successivamente di una spogliarellista.

Dopo queste esperienze in giro per il mondo, grazie alle quali ora osserva la realtà che lo circonda con occhi diversi, il focus di Andrea Fucile si sposta sul suo viaggio attraverso l’Italia, testimoniato nel suo ultimo libro: «Ho raccontato le esperienze con i Vespa Club che ho conosciuto, che mi hanno accolto ed ospitato, che mi chiamavano. È la bellezza di una grandissima famiglia che non conosce barriere, da Marsala a Trieste. Ho visitato l’Italia come viaggiatore, più che come turista». L’Italia, con i suoi 54 siti UNESCO, è la prova provante di come una Nazione possa concentrare in sé tanta varietà quanta bellezza. Attraversarla a bordo di un mezzo come la Vespa 50 PK regala un impagabile senso di libertà. Anche in questa parte della narrazione non mancano particolari aneddoti, come quello che vide Andrea incrociare in Veneto un vespista fruttivendolo che, essendo suo assiduo follower sui social (la sua pagina Facebook è “Andrea Fucile viaggiatore avventuroso”, ndr), lo riconosce e gli fa omaggio di un melone. Non solo. Con la scusa di farsi dare il suo indirizzo per inviargli una cartolina, il fruttivendolo veneto fa giungere in Calabria alcuni giorni dopo 20 kg di frutta.

Dopo aver caldamente consigliato agli intervenuti un sito attraverso il quale accedere ad una rete di luoghi di ospitalità gratuita, couchsurfing.com, Andrea chiude l’incontro definendosi un «viaggiatore avventuroso, ma mai sprovveduto». È stata un’appassionante serata, quella a cui si è dato vita nel sodalizio di via Teano, nella quale il giovane autore-viaggiatore ha trasmesso in maniera quasi tangibile le emozioni di chi vive la propria esistenza “on the road”.

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