Orchestra braccianti Cerignola
Foto fornita da associazione 'Terra!'

(ANSA) – CERIGNOLA (FOGGIA), 30 OTT – “Combattere il caporalato con l’arma della musica” è la sfida lanciata dalla Orchestra dei Braccianti, un progetto dell’associazione ‘Terra!’ che coinvolge musicisti, contadini e migranti di diverse nazionalità, accomunati dal legame con il mondo dell’agricoltura. L’Orchestra ad oggi è formata da 18 elementi provenienti da Italia, Francia, Gambia, Ghana, Nigeria, Libia, Tunisia, India e Stati Uniti. E punta ad allargarsi coinvolgendo “musicisti italiani e stranieri, in particolare chi vive in condizione di estrema vulnerabilità e isolamento – evidenzia ‘Terra!’ – all’interno degli insediamenti informali”. Nella settimana di celebrazioni dei 61 anni dalla scomparsa del sindacalista cerignolano Giuseppe Di Vittorio, l’Orchestra dei Braccianti sarà presentata ufficialmente il 9 novembre al Teatro Mercadante di Cerignola con un doppio spettacolo gratuito: alle ore 10.30 (per le scuole medie e superiori) e alle 20.30. “Con l’Orchestra dei Braccianti – spiega l’associazione ‘Terra!’ – vogliamo dare voce a chi subisce gli impatti sociali di un sistema iniquo, a chi vive nei ghetti, a chi si batte per i diritti dei lavoratori della terra”. L’evento di lancio ha ottenuto la partnership del Comune di Cerignola e della Flai-Cgil. Ha sposato inoltre il progetto Salvatore Villani, musicista, etnomusicologo e direttore del Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata.

Joshua Ojomon, nigeriano 25enne, voce e tastiera dell’orchestra, ha iniziato da giovanissimo a cantare e scrivere canzoni. Arrivato nel 2017 in Italia passando per la Libia, racconta che “la vita non è stata facile per me: ho la pelle bianca e pensavo fossi diverso. Qui vorrei studiare e fare una scuola di musica, per ora ho raccolto uva e meloni. Cerchiamo di sistemare la nostra vita”. Il gambiano Ndongo, voce e percussioni del gruppo, è arrivato nel 2016. “Mi hanno accolto nel Cara di Borgo Mezzanone – ricorda – ma finita l’accoglienza mi sono spostato nel vicino ghetto”. Nel suo paese suonava con amici musica tradizionale, una passione coltivata in famiglia: “Mia madre – ricorda – era una musicista ed è la mia ispirazione anche ora che non c’è più. La musica sopravvive a ogni cosa”.(ANSA).