I luoghi in cui Giuseppe Di Vittorio ha trascorso i suoi primi anni di vita e di azione sindacale e politica diventano parte integrante dell’itinerario di turismo culturale e sociale ‘Sulle strade di Peppino’ grazie alla sinergia tra associazione Casa Di Vittorio e Comune di Cerignola. La narrazione verbale, fotografica e grafica del percorso è l’obiettivo della mostra fotografica/documentale che sarà allestita presso lo spazio esposizioni di Palazzo Fornari (al Piano delle Fosse) e sarà inaugurata sabato 3 novembre, in coincidenza con il 61° anniversario della scomparsa del grande sindacalista.

L’evento avrà inizio alle ore 18.00 con i saluti del sindaco di Cerignola Franco Metta e della direttrice di Casa Di Vittorio Giovanna Zunino. Seguiranno l’introduzione dell’assessore alle Politiche del lavoro Rino Pezzano e gli interventi di Francesca Capacchione, responsabile dei servizi educativi museali di Torre Alemanna, e Fausto Durante, responsabile nazionale delle Politiche europee e internazionali della CGIL. Previsti anche i contributi del segretario generale della CGIL Foggia Maurizio Carmeno e dei partner che hanno collaborato alla realizzazione del progetto ‘Sulle strade di Peppino’. Concluderà l’incontro Vincenzo Santoro, responsabile del dipartimento Cultura e Turismo dell’ANCI.

La mostra documentaria e fotografica è stata ideata, progettata e realizzata da Giovanni Rinaldi ed illustra le diverse tappe del percorso, unendo i materiali della memoria di Di Vittorio (brevi testimonianze, fotografie, documenti) al luogo di riferimento scelto come “stazione di sosta” dell’itinerario turistico, con informazioni sulle location attuali. Le ‘stazioni’ simboliche appartengono a specifici momenti della vita di Di Vittorio: la strada dove nacque, la prima masseria del suo primo lavoro, la scuola elementare che frequentò solo per tre anni, la vecchia Camera del Lavoro costruita con i contributi di ogni bracciante, la prima Camera del lavoro di cui fu segretario, il Piano delle fosse che lo vide ragazzo alla sua prima manifestazione di massa, la cella del carcere di Lucera nella quale fu ristretto, il vecchio municipio in cui tornò per festeggiare nel suo paese i suoi 60 anni, la grande opera d’arte murale che lo ricorda e lo racconta.

Il percorso, quindi, tende a far scoprire al visitatore un patrimonio di elementi paesaggistici, storici, culturali e sociali, in cui il paesaggio, le storie vissute, il lavoro nei campi e la produzione agricola, la gastronomia e la memoria dei grandi movimenti popolari per la conquista di diritti e per la dignità del lavoro diventano elementi di una narrazione coerente e diversificata di un territorio finora poco sondato sotto il profilo turistico nonostante la sua eccezionale peculiarità e ricchezza complessiva.