Stracolma l’Aula Di Vittorio con molti che non hanno trovato posto all’interno, dove Tommaso Sgarro e gli altri consiglieri del centrosinistra – escluso il Pd – si sono dati appuntamento con i cittadini per illustrare l’azione collettiva (la Class Action, ndr) per evitare di pagare l’aumento Tari (+55%) votato lo scorso luglio dalla maggioranza di Metta. Al tavolo oltre a Sgarro i consiglieri Annamaria Mirra e Mario Rendine, il consigliere Marcello Moccia e Umberto Granato.

Oltre 400 persone, quattrocento famiglie contribuenti, che hanno risposto presente dicendosi pronti ad intraprendere la strada per non pagare un aumento che, secondo gli intervenuti, è ingiustificato. Già 400 cartelle sono giunte sulla mail notaricerignola@gmail.com e altre 400 se ne sono aggiunte in una serata che ha raccontato tutto il malcontento dei cerignolani. «Io non pagherò questo aumento – dice Sgarro – e da quanto si può vedere non sarò l’unico, perché i cittadini hanno compreso che questo aumento è un ulteriore metodo per mettergli le mani in tasca e trattarli come un bancomat per sanare il proprio cattivo modo di amministrare». Non ci stanno i contribuenti che protestano, è bene precisarlo, per l’aumento e non per il pagamento della tassa in sè più che legittima. Il dramma si consuma con aumenti di duecento, trecento e anche 500 euro in più a famiglia.

«Una mia parente a Milano paga per una casa grande il doppio la metà dell’importo» dice una cittadina intervenuta all’assemblea ai microfoni di alcune Tv locali. «Pagavo 300 euro, adesso sono 500 euro, e siamo una famiglia monoreddito con figli. Come faremo a pagare? Si può chiedere una cifra simile con la città sporca e con la puzza che invade le strade?» si chiede un’altra cittadina “tartassata”. Da Palazzo di Città intanto nessuna dichiarazione a riguardo, poco eco per l’idea di un ricorso a Mattarella lanciata dagli isolati consiglieri Pd. La Class Action è invece l’unica strada percorribile per il consigliere di opposizione Mario Rendine che ha raccontato come «non esistono rischi, poiché quello ricevuto è un avviso bonario. Adesso è il momento di unirci – ha rimarcato – e di combattere quella che è una battaglia di giustizia e non politica». L’aumento Tari infatti è da quasi una settimana il principale argomento di confronto tra i cittadini. Nella serata di giovedì la risposta della cittadinanza ha preso forma attraverso la massiccia consegna delle cartelle per dar luogo all’azione collettiva, una risposta più che soddisfacente per Sgarro. «Credo che la presenza massiccia di cittadini dia la cifra di come questo aumento risulti problematico per centinaia di famiglie alle quali si chiedono sacrifici importanti senza offrire alcuna miglioria nel servizio, anzi, gli si chiede un +55% dopo avergli fatto vivere settimane nelle quali la città è stata inondata di rifiuti».