Il Reddito di cittadinanza è stato – ed è tuttora – uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Ma attorno al provvedimento, al centro di un’aspra polemica tra maggioranza e opposizione – che traccia la misura di assistenzialismo e pericolosità per i conti pubblici -, c’è tuttavia molta incertezza anche all’interno della maggioranza di governo che ha portato allo slittamento del Reddito di cittadinanza dalla manovra a un decreto previsto per Natale.

Poca chiarezza quindi, dovuta all’elevatezza dei costi (9 i miliardi stabiliti, n.d.r.) e anche alle pressioni dell’alleato leghista. Cominciano però a delinearsi alcune delle caratteristiche di quello che sarà il provvedimento e che hanno permesso al Sole 24 Ore di redigere delle provincie italiane che beneficeranno maggiormente della misura. In questa graduatoria (ordinata per percentuali) la provincia di Foggia è 22^ con 36.600 famiglie beneficiarie, il 14,9% sul totale. A livello regionale il primato spetta alla BAT, addirittura 9^ con 25.500, il 17,5% delle famiglie. Dopo Foggia ci sono la provincia di Bari, 25^ con 68.100 famiglie beneficiarie, il 13,9% del totale; Taranto, 26^ con 30.800 famiglie beneficiarie (13,3%); Brindisi, 32^ con 18.600 famiglie beneficiarie (11,8%) e Lecce 36^ con 35.500 famiglie beneficiarie (10,8%).

La provincia che a livello nazionale trarrebbe maggior vantaggio sarebbe quella di Crotone, 19.000 le potenziali famiglie beneficiarie (27,9% delle famiglie), mentre Bolzano quella meno interessata, 5.100 i potenziali nuclei familiari destinatari (2,3% delle famiglie). Particolarmente rilevanti sono i dati della provincia di Napoli e Palermo, dove si registra il numero più alto di possibili destinatari, rispettivamente 229.900 e 100.800 famiglie.

LE PROBLEMATICHE

Come sottolineato dal Sole 24 Ore, i destinatari della misura sarebbero i nuclei familiari con un ISEE inferiore a 9000 euro, circa 2.5 milioni, il 48,6% delle quali residenti al Sud. Considerando per intero i 9 miliardi stanziati, il sussidio si tradurrebbe mediamente in 293,85 euro mensili a famiglia. Siamo ben lontani dai 780 euro indicati come obiettivo in campagna elettorale e di poco al di sotto dei 305 euro che rappresentano oggi il valore medio del reddito d’inclusione, destinato a 378mila famiglie. Cifre che mettono in dubbio gli annunci fatti e che non fugano i dubbi sul provvedimento. Tuttavia le incognite più pesanti che gravano sul Reddito di cittadinanza sono quelli del lavoro nero e dell’evasione fiscale, che potrebbero falsare la redistribuzione dei 9 miliardi a beneficio dei “furbetti” e a scapito di chi (al di là del dibattito etico) avrebbe realmente bisogno di liquidità.

Stando alle ultime rilevazioni CGIA e CENSIS la Puglia stessa è la quarta regione per livello di evasione fiscale (22,2%) e di lavoro nero (7,6%). Un vero e proprio buco nero che metterebbe a rischio l’efficienza della misura. A livello politico invece il Movimento 5 Stelle ha tutto l’interesse a non deludere le aspettative del proprio elettorato – le opposizioni hanno accusato i pentastellati di aver proposto un’autentica mancia elettorale agli elettori di Sud – che, rimanendo a livello locale e stando alle rilevazioni del 4 marzo, a Cerignola si attesta al 41,48%, anche in vista delle prossime tornate elettorali europee (2019) e locali (2020).