Nonostante la lieve flessione dello 0,3% registrata nel 2017, a causa principalmente della diminuzione di prodotto per colpa delle avverse condizioni climatiche, la Puglia si conferma la regione con il maggior numero di lavoratori dipendenti pari al 17,4% del totale nazionale. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, sui dati dell’Osservatorio Inps sul mondo agricolo nel 2017.

“Sono 184.860 i lavoratori dipendenti nei campi pugliesi – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – e in 5 anni sono cresciute del 7 percento le giornate di lavoro, passate da 14,6 milioni del 2014 a 15,7 milioni del 2016, mentre il numero delle aziende assuntrici di manodopera è aumentato di 182 unità. In uno scenario reso sfavorevole dal clima, il mondo agricolo continua ad essere bacino di opportunità lavorative e va accompagnato da azioni concrete, perché le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori e di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili”. Per il Presidente Muraglia è la rappresentazione concreta che “esiste una Puglia produttiva e laboriosa, dai grandi risultati economici nel settore agricolo, che rispetta le regole e che sta beneficiando delle azioni messe in atto da Coldiretti, a partire dalla proposta di una piattaforma coerente di rinnovo contrattuale per tutta la regione, dalle relazioni contrattuali lungo le filiere, per assicurare al produttore agricolo la giusta remunerazione, così come al lavoratore”.

A 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, giovani e donne – segnala Coldiretti Puglia – hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

“I lavoratori agricoli autonomi sono 28.080, suddivisi in 19.160 uomini e 8.920 donne, con una presenza delle lavoratrici autonome del 32% – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – a dimostrazione dell’attrattività del settore anche rispetto alla componente femminile del lavoro. In Italia, poi, la tassazione sul lavoro stagionale è più alta di quella che esiste in Paesi come Francia e Spagna. Nonostante ciò, le aziende agricole condotte da giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento e il 50 per cento di occupati per azienda in più”. Più di una azienda agricola su quattro (34%) è guidata da donne e cresce anche il numero di agriturismi in rosa (+ 3,7%), passati da 286 a 305 in Puglia, a dimostrazione di quanto le imprenditrici siano riuscite a cogliere al massimo le opportunità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura, secondo l’analisi di Coldiretti Puglia su dati ISTAT.

“Le imprese condotte da donne in Puglia sono aumentate di 2.307 unità in 3 anni dal 2014 al 2017, secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere. Nell’attività imprenditoriale le agricoltrici dimostrano capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi, dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l’agriturismo”, conclude Floriana Fanizza, presidente di Coldiretti Donne Impresa Puglia.