Il Club Unesco di Cerignola ripropone nella ricorrenza della “Bambinella” – la presentazione di Maria al Tempio -, oggi 21 novembre, il tema dell’antica cucina cerignolana, che non è solo un ricettario, ma una pratica, una tradizione, una cultura.

La presentazione di Maria al tempio, infatti, non è solo memoria liturgica ma un atto di inculturazione della fede cristiana che le chiese cattolica e ortodossa festeggiano insieme, in vari modi, il 21 novembre di ogni anno. Storici di valore come Kiriatti, Lo Re e Antonellis hanno lasciato memorabili scritti sulla bontà e salubrità della cucina povera cerignolana nel contesto della civiltà rurale e della società contadina, anche in riferimento a queste festività. L’illustre critico e gastronomo, Vincenzo Buonassisi, paragonò i nostri piatti alle madeleines di Marcel Proust per gli odori, i sapori, le fragranze che emanavano. Racconta il concittadino Buonassisi che cavatidd, turcinidd, r’cchietedd, capuzzell accompagnati da vini vigorosi riportano a richiami di storia e natura, rimandano alla poesia della terra come a certi spettacoli che rivivono ancestralmente i segni dei secoli.

Un momento che si terrà presso l’istituto tecnico, economico e tecnologico “Dante Alighieri” (ex Commerciale, ndr) di Cerignola; un incontro a tre voci con il filosofo Gioacchino Albanese e gli esperti Giovanni Montingelli e Luigi Lupo, durante il quale saranno illustrate, commentate e rivissute la raccolta, la selezione, la conservazione, la cottura insieme ai riti e alle relative procedure.

Un evento che non è nostalgia, mestizia olmiana da albero degli zoccoli. E’, invece, attualità, se si pensa che l’attenzione all’origine dei prodotti, la tendenza a procurarsi prodotti di nicchia, la loro qualità chimica ed organolettica sono entrate nella cultura familiare a protezione della salute.