Acque agitate in questi mesi nel comparto scolastico della nostra Regione. È degli scorsi giorni l’intervento del Garante Regionale dei diritti delle persone con disabilità, Giuseppe Tulipani, volto a denunciare il mancato avvio dei servizi di assistenza a favore degli studenti con disabilità.

Nella sua nota, del 21 novembre, indirizzata al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed al Presidente del Consiglio Regionale, Mario Loizzo, si legge che «in qualità di Garante dei diritti delle persone con disabilità, mi vedo costretto ad attivare l’Istituto dell’Intervento Sostitutivo nei confronti della Città Metropolitana di Bari (…) a tutela degli alunni disabili che frequentano le scuole di ogni ordine e grado per il grave ritardo – oltre due mesi dall’inizio dell’anno scolastico – nell’avvio del servizio di Assistenza Specialistica». Il Garante chiede alle Istituzioni territoriali il rispetto, fin qui non ottemperato, dei diritti dei giovani studenti disabili. Si tratta di una mancanza che ha sottratto a questi ragazzi il diritto «all’istruzione, all’inclusione, all’integrazione scolastica e sociale». Tulipani non manca di sottolineare anche la non osservanza di principi «sanciti dalla Costituzione, dalle Convenzioni Internazionali e della legislazione vigente», focalizzando in questa carenza una «grave forma di discriminazione».

Il Garante – è quanto si legge sul sito della Regione e sul portale OrizzonteScuola.it – ha informato per le vie brevi gli Enti coinvolti, Regione Puglia e Città Metropolitana. Si sono susseguite due comunicazioni scritte, rispettivamente il 16 ottobre ed il 14 novembre. Ha successivamente convocato i rappresentanti tecnici e politici degli Enti stessi per il 13 ed il 20 novembre scorsi, con numerose famiglie ed associazioni. Nonostante ciò, pare che ad oggi non si sia ancora a conoscenza della data di avvio del servizio.

Il disagio investe anche gli operatori del settore, fondamentali risorse che vanno dalla figura dell’educatore fino a quella dell’assistente comunicatore LIS (Lingua dei Segni Italiana). Trattasi di professionisti che chiedono di essere stabilizzati. Come documentato da un servizio dell’emittente Amica9Tv, del 22 novembre, in base ad una sentenza del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), il lavoro da essi svolto non rientra nella libera professione ma è dipendente. La Regione, quindi, passa all’esternalizzazione del servizio tramite Cooperative, emanando una convenzione con le Province che devono gestire il servizio. Risultato di ciò è che molti professionisti si son visti tagliare fuori.

Fra i territori attanagliati dal problema non manca quello della Provincia di Foggia. «Agli studenti viene negato un principio sacrosanto sancito dalla Costituzione italiana, il diritto allo studio, e negata la possibilità di migliorare una vita già segnata dal dolore» – è quanto denuncia un’operatrice del settore a lanotiziaweb.it, la quale punta l’obiettivo anche sulla situazione lavorativa propria e di diversi suoi colleghi: «A noi assistenti viene negato il diritto al lavoro. Siamo vittime di un sistema in cui vige la logica del farsi gli affari propri per non diventare bersaglio di azioni ritorsive da parte di chi ha il coltello dalla parte del manico», sostiene. L’operatrice testimonia, infine, le problematiche di un giovane studente con il quale lavora a stretto contatto: «Alessandro (nome di fantasia, ndr), l’alunno affidatomi, colpito dalla sindrome dello spettro dell’autismo, sta frequentando la scuola per sole 18 ore settimanali. Non perché la scuola glielo abbia negato. È stata la famiglia a scegliere così. I principi dell’integrazione e dell’inclusione sono violati in toto e anche la possibilità di perseguire i traguardi di competenze stabiliti per lui».

È un problema delicatissimo che merita la più totale attenzione. L’auspicio è che s’intraprenda in maniera definitiva la strada della risoluzione, per la tutela dei diritti di tutti.