L’approvazione in via definitiva del “Decreto Salvini” porterà significative novità per quanto riguarda la gestione del fenomeno migratorio e dell’accoglienza, cambiamenti che potrebbero incidere anche sulla nostra realtà locale. Per comprendere al meglio queste prospettive, nella serata di ieri il dott. Giuseppe Mastropasqua – magistrato, presidente del Tribunale di sorveglianza di Campobasso – ha illustrato gli aspetti salienti del decreto a una platea di operatori dell’accoglienza e del diritto e di semplici cittadini nel corso del convegno organizzato dal MEIC di Cerignola e dalla Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano tenutosi presso il salone della Curia Vescovile.

Diverse sono le zone grigie presenti nel decreto (abolizione della protezione umanitaria e riduzione del sistema SPRAR le più rilevanti) che potrebbero modificare il sistema dell’accoglienza. Tuttavia, secondo il dott. Mastropasqua è ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo: «Diversi operatori del diritto hanno sollevato problematiche di incostituzionalità in ordine al decreto, di per sé molto complesso e che per questo motivo richiederà circolari e provvedimenti attutativi – ha dichiarato il magistrato ai nostri microfoni -. Ritengo che bisogna aspettare ancora per capire in che termini e con quali contenuti».

Se è vero che bisognerà quindi attendere i provvedimenti ministeriali ed amministrativi per saggiare l’effettiva portata del decreto, grande è la preoccupazione degli operatori dell’accoglienza che temono un futuro incerto e indefinito per coloro che attualmente godono della protezione umanitaria e rischiano di diventare (come spiega il dott. Marcello Colopi, responsabile dello sportello dell’immigrazione Stefano Fumarulo) un esercito di “invisibili”. «Questa legge che accosta sicurezza e immigrazione vuole colpire migranti e operatori che per anni si sono occupati del processo di accoglienza – afferma -. Moltissimi ragazzi che oggi sono inseriti in processi di accoglienza ed integrazione non potranno più rinnovare il permesso di soggiorno secondo questa dimensione o ottenere una residenza prima del suo riconoscimento ed è utopistico pensare che possano tornare indietro dopo che sono qui da sette o otto anni».

Tra le conseguenze del decreto ci sarà anche una limitazione del processo di integrazione e reinserimento sociale che avviene nei centri SPRAR, sistema che come sostengono invece i detrattori del provvedimento, sarebbe al contrario fondamentale. Come chiarisce a tal proposito il dott. Mastropasqua infatti «ad accedere potranno essere solamente coloro che presentano una domanda di status di rifugiato (a fronte di una procedura più stringente, n.d.r.) e i minori non accompagnati, mentre in precedenza la platea era molto più ampia».

Le novità introdotte dal Decreto Salvini potrebbero quindi influire sulle politiche dell’accoglienza portate avanti nel nostro territorio, concretizzatesi in uno sportello dell’immigrazione e in centri SPRAR per adulti e minori non accompagnati. Riguardo ciò dichiara in chiusura il Vice Sindaco Rino Pezzano: «Sono convinto che quanto sia scritto nella legge porti al risultato opposto rispetto a quanto si propone e provocherà l’aumento del numero degli irregolari. Dobbiamo contrastare questa legge col nostro operato e atti di civiltà e democrazia».