“Da oggi partono tre anni di attività che daranno, presto, risultati tangibili. L’ambizione è quella di formare giovani che possano diventare protagonisti della gestione dei beni confiscati alla mafia”. Nelle parole del Vicensindaco di Cerignola, Rino Pezzano, l’obiettivo principale de “La strada. C’è solo la strada su cui puoi contare”, progetto vincitore dell’Avviso della Regione Puglia “Cantieri Innovativi di Antimafia Sociale: educazione alla cittadinanza attiva e miglioramento del tessuto urbano”, presentato in conferenza stampa a Parcocittà. “In questo momento storico – ha sottolineato Pezzano – le Forze dell’Ordine stanno facendo un lavoro straordinario nella lotta alla criminalità organizzata. Noi, come Istituzioni, dobbiamo svolgere il nostro ruolo e lavorare affinché i giovani possano essere educati alla legalità. Ritengo che in questo progetto ci siano i partner giusti per poter raggiungere tale obiettivo”.

“La strada”, nato per orientare e formare alla legalità e alla cooperazione creativa, dentro e fuori dalle aule scolastiche, ha come ente capofila il Comune di Cerignola e, tra i partner, il Comune di Foggia. “Come Amministrazione – ha spiegato l’Assessore all’Istruzione del Comune di Foggia, Claudia Lioia – abbiamo puntato molto sulla formazione dei giovani, sulla lotta alla criminalità e sulla educazione alla legalità. Di questo progetto mi piace molto l’idea che la strada possa diventare orientamento alla cittadinanza attiva, finalizzata a rendere i giovani cittadini consapevoli del bene pubblico e del rispetto delle regole. Noi Amministratori dobbiamo fornire gli strumenti per poter scegliere: orientare in un percorso formativo che si possa tramutare anche in un futuro lavorativo. Credo moltissimo in questo progetto, come nell’altro cantiere di Antimafia Sociale, in cui il Comune di Foggia è ente capofila: dobbiamo portare i nostri giovani sulla strada della legalità, parola che va riempita di contenuti”.

“Il CSV Foggia – ha sottolineato il coordinatore del Progetto, Antonio Cocco, è partner rilevante – Il progetto coinvolgerà, infatti, oltre 20 giovani, tra i 16 e i 19 anni, in un percorso di educazione alla cittadinanza attiva, lungo tre anni, che partirà dallo studio e dall’elaborazione di idee per la valorizzazione di beni sottratti alla criminalità organizzata o di beni pubblici sottoutilizzati. In questo cammino avranno bisogno di una guida e il Terzo Settore, il CSV Foggia e le associazioni ad esso aderenti, diventeranno l’alveo giusto in cui innestare nuove idee”. “In questo progetto, e non solo – ha detto il Presidente CSV, Pasquale Marchese – risulta necessario un lavoro sinergico tra Amministrazione pubblica, scuola e mondo del volontariato. Bisogna comunicare alle nuove generazioni quanto sia necessario contribuire tutti a costruire una società più vivibile: non si deve mai abbassare la guardia rispetto ai fenomeni malavitosi e alle ramificazioni che possono avere tra i giovani. Come adulti abbiamo anche l’obbligo di comprendere il mondo giovanile e considerare che, spesso, chi sceglie una strada non giusta lo fa perché ha avuto solo cattivi esempi. Basti pensare agli ultimi episodi di cronaca, a quei genitori che hanno picchiato gli insegnanti. Dobbiamo essere sempre attenti, vigili e consapevoli, bisogna impegnarsi di più, ciascuno nel proprio ruolo, partendo dalle piccole cose. Lo dico anche da ex poliziotto: quando in una città, ad esempio, non viene rispettato il codice della strada, vuol dire che non c’è rispetto di alcuna regola. Occorre, dunque, lavorare su un cambiamento di mentalità, partendo dai ragazzi”.

Tra le attività previste dal progetto, la trasformazione di beni sequestrati alla mafia in avamposti per i giovani, in cui promuovere il senso di cittadinanza attiva e di rafforzamento dell’antimafia sociale. “La cooperativa Altereco – ha evidenziato il Presidente, Vincenzo Pugliese – gestisce da alcuni anni un bene confiscato alla mafia a Cerignola. Su questi terreni generiamo diversi percorsi, dall’inclusione lavorativa alla formazione, con studenti che regolarmente vengono a trovarci per toccare con mano cosa è un bene confiscato alla mafia. Queste nostre attività saranno messe in campo nel progetto ‘La strada’, per cercare di formare al meglio venti ragazzi che speriamo possano diventare sentinelle, portatori di conoscenza contro il malaffare. Non basta più l’antimafia istituzionale, è necessaria l’antimafia sociale, alimentata da cittadini attivi”. “Quello per i cantieri di antimafia sociale è l’ultimo bando scritto da Stefano Fumarulo, è uno degli ultimi suoi prodotti. Ha una valenza sociale importante se vogliamo combattere l’illegalità”, ha concluso Antonio Cocco.

I saluti di chiusura sono stati affidati a Rita Amatore, dell’associazione L’Aquilone, che gestisce a Foggia Parcocittà. “Siamo felici – ha sottolineato – di aver ospitato la presentazione di questo progetto che punta a valorizzare beni sottratti alla mafia e beni comuni riqualificati. Crediamo in questo tipo di iniziative e, con il tempo, abbiamo persuaso anche la cittadinanza a crederci insieme con noi, a superare la sfiducia. Pensiamo che questa sia la strada giusta perché i giovani, i cittadini tutti vedano un futuro migliore per la propria città”.