Protagonista in negativo alla XI edizione di Comuni Ricicloni Puglia, promossa da Legambiente Puglia, la città di Cerignola. Dopo le cataste di immondizia, prima in strada e poi in Zona Industriale, dopo tutte le difficoltà della SIA e il “regalo” dell’impiantistica alla regione, Cerignola torna a far parlare di sé.

Infatti alla gestione discutibile delle politiche ambientali si aggiunge l’ultimo posto nella classifica dei “comuni indifferenti”. Per dirla sinteticamente: Cerignola è il comune con la percentuale di differenziata più basso di Puglia (3,3%). Se nel 2018 salgono a 113 i Comuni virtuosi (55 ricicloni e 58 premiati con menzioni speciali) e la raccolta differenziata in Puglia sale al 50,5%, Cerignola resta tra i 35 Comuni definiti “Gli Indifferenti”, cioè quelle amministrazioni che nel 2017 non hanno raggiunto il 10% di RD o non hanno comunicato i dati al Portale Ambientale della Regione Puglia. Tra i ricicloni sono 4 i Comuni Rifiuti Free: Bitritto (82%), Faggiano, Bitetto, Roseto Valfortore (unica città della Capitanata a 71.4%, ndr). Premio ‘Io Sono Legale’ ai Comuni di Bari, Manfredonia e Lecce per l’impegno nella lotta al sacchetto selvaggio.

A Cerignola invece va il primato negativo: la città ofantina riesce ad arretrare e a fare peggio che in passato. Il 18% di R.D. raggiunto dalle sperimentazioni all’epoca di Giannatempo sembra essere un dato lontano anni luce. Nell’ultimo rapporto Cerignola è al 35 posto, al 3,3% di Raccolta Differenziata, ultima tra i comuni che hanno dichiarato le percentuali. Un record negativo che incide, oltre che da un punto di vista ambientale, anche sotto il profilo economico. Infatti la riduzione del tributo per l’ecotassa regionale è calcolata in relazione alle percentuali di differenziata e comunque nei casi in cui superi il 65%. Un dato lontano e nel quale non si ritrovano molti comuni. Ma quel che meraviglia è che su 258 comuni in Puglia, a parte i 29 che non hanno fornito un dato (tra cui Stornara, Stornarella, Orta Nova, Trinitapoli, Carapelle e Ordona), al di sotto del 10% (dato riferito al 2017, ndr) vi siano solo 6 comuni in una forbice che va dal 9,7% di Castelluccio Valmaggiore al 3,3% di Cerignola. Proprio il dato del comune del Basso Tavoliere nei primi 9 mesi del 2018 risulta addirittura non disponibile.

La gestione del processo di Raccolta Differenziata ha conosciuto a Cerignola due importanti sperimentazioni nei quartieri Terra Vecchia e Fornaci, durante la scorsa consigliatura. La difficoltà maggiore è stata quella di diffondere la pratica della differenziazione, ma anche l’organizzazione di una raccolta da parte dell’azienda preposta. Nei desiderata del Sindaco Franco Metta all’indomani dell’elezione vi era, più volte ribadita, la volontà di puntare alla raccolta porta a porta. A distanza di tre anni Legambiente disegna un’altra realtà, differente e del tutto “indifferente”.