pellegrini

La presenza del senatore pentastellato Marco Pellegrini al consiglio comunale sulla criminalità a Cerignola è stata occasione per ritornare a parlare di misure urgenti in materia di contrasto al crimine organizzato e non. Pellegrini ha raccontato cosa si può fare per questo territorio, più in generale per la Capitanata, in particolare per Cerignola, per contrastare ogni fenomeno delinquenziale.

«E’ necessario parlare di un contesto militare al fenomeno e di un’operazione che abbia più ampio raggio, quindi culturale e della prevenzione – ha detto il senatore grillino -. Trasmettere il messaggio della legalità e poi creare le condizioni perché ci sia lavoro e sviluppo, perché dove c’è una depressione, poco lavoro, c’è una parte di cittadinanza che quasi si sente obbligata a delinquere. Quindi è come dire, un contrasto che deve percorrere strade diverse. Ma al momento noi abbiamo un attacco militare forte al quale dobbiamo rispondere militarmente. E devo dire che i governi lo stanno già facendo. Noi vogliamo che questo contrasto sia elevato e sia ancora più forte. Io ho presentato un disegno di legge a mia prima firma per l’istituzione della sezione distaccata della Corte d’Appello a Foggia e l’istituzione della DDA, perché un contrasto migliore alla criminalità di stampo mafioso, non può prescindere in questo territorio vasto dalla presenza di una direzione distrettuale antimafia. E’ una cosa in cui noi crediamo tantissimo».

Pellegrini ha poi anche offerto una riflessione a caldo sul nulla di fatto del consiglio: «io credo che su questi temi non paga dividersi – ha proseguito -. Bisogna invece fare fronte comune tra le istituzioni. Oggi si è registrato questo scontro che è più personale e politico immagino che non sul tema della legalità. In ogni caso anche se non c’è una mozione votata io come rappresentante del territorio continuerò a lavorare per dar voce alle istanze venute fuori anche da quest’assise». Nel day after invece Pellegrini è più duro e “bacchetta” velatamente alcuni comportamenti. «Ritengo molto grave – scrive sulla sua pagina Facebook – che l’assise si sia chiusa con un nulla di fatto. Quando si discute di temi così rilevanti per la comunità non ci si può permettere di mandare alla cittadinanza messaggi di divisione o di contrasto politico/personale. Sospendere la seduta per intemperanze e, poi, alla ripresa, constatare la mancanza del numero legale, rappresenta una sconfitta per tutti. La lotta alla criminalità (organizzata e non) deve vederci tutti uniti, al di là dei contrasti personali e politici. Chi non lo capisce fa un favore ai criminali. Invito il presidente del Consiglio comunale, sentiti i gruppi, a farsi carico di convocare al più presto una nuova assise monotematica. Invito, altresì, tutte le forze politiche, e il sindaco in primis, ad assumere atteggiamenti responsabili e costruttivi».