Nell’ambito delle iniziative inserite nel cartellone di “Natale all’Ex Tribunale”, la rassegna coordinata da OltreBabele, AAD-Arte Architettura Design, ART HUB e con il patrocinio del Comune di Cerignola, ha avuto luogo nella serata di sabato 5 gennaio la presentazione del libro «I pensieri di… Geremia – Dio non esiste per tutti coloro che non sono ancora nati» di Geremia Loconte (Europa Edizioni). Autore nostrano, Geremia Loconte è stato insegnante e ha ricoperto incarichi locali, provinciali, regionali e nazionali in campo scolastico, politico, sindacale, universitario ed associativo. Nella sua opera, uscita nel 2018, Loconte pone a sé stesso e ai suoi lettori riflessioni sui molteplici aspetti dell’esistenza umana, provando a scuotere le menti e le coscienze in direzione di una maggiore autodeterminazione.

È una raccolta di pensieri sul mondo, sulla vita, sull’organizzazione sociale, fatta con la consapevolezza dell’importanza delle scelte che l’uomo fa in funzione del proprio presente e in merito alle strade su cui orientarsi per il futuro. È lo stesso autore a narrare a lanotiziaweb.it, poco prima della presentazione, genesi, maturazione ed obiettivi del suo libro: «Inizialmente, non volevo scriverlo. Alle origini erano soltanto appunti presi su un block notes. Discutevo parecchio con amici, passeggiando per il Corso, fra i quali anche sacerdoti, su problemi che riguardavano il mio rapporto con la religione, con la politica, con la società. A distanza di tempo, però, le cose si facevano sempre più profonde e cominciò a maturare in me l’idea che dovessi fare qualcosa, comunicarla in maniera più organica».

In questo percorso ha avuto il suo ruolo anche la figura di don Nunzio Galantino: «Lo conoscevo da tanto tempo – spiega Loconte – e gli chiesi di incontrarlo una sera per chiarirci e vedere fino a che punto fossi nel giusto o meno. Lui mi promise che lo avrebbe fatto di ritorno da un viaggio all’estero, davanti ad una pizza. Questo, però, non è più avvenuto perché fu eletto Vescovo e lasciò la Parrocchia di San Francesco e venne inoltre chiamato a Roma a ricoprire la carica di segretario della CEI. A quel punto, pensai di pubblicarlo lo stesso. Continuando a scrivere nacque l’idea del libro». Come Geremia Loconte illustra nella premessa, il suo scritto «non ha la pretesa di dare lezioni perché vuole soltanto essere occasione per scappar via dalle certezze massificanti e del ‘faccio così perché così fan tutti’». In queste pagine c’è quel «sasso lanciato nello stagno» capace di scuotere e stimolare ad una lettura della realtà non più passiva, ma con uno sguardo più profondo che possa spingere a migliorare, se non tutto il mondo, almeno quel pezzo di esso che ci circonda.

In sede di presentazione, condotta da Serena Cazzolla (OltreBabele), il pubblico accorso ha potuto appurare, tra le diverse cose, le indubbie qualità grafiche di Mikelangelo Loconte, figlio dell’autore, che con i suoi disegni (elaborati in Cina con la collaborazione di Tang Yingte e Yao Yao) ha saputo dar vita, con matita e colori, alle riflessioni e agli stati d’animo provati dall’autore. Inoltre, come lo stesso Geremia Loconte tiene a testimoniarci, queste pagine sono ricche del suo vissuto: «Dalle prime cose che mi dicono i lettori, il libro risulta essere così originale da essere scioccante. Questo perché vengono messe in discussione cose che la gente ha fatto per anni senza mai rendersene conto. Penso, per esempio, alla preghiera più conosciuta e sentita: il Padre Nostro. Mi chiedo perché continuiamo a coniugare il congiuntivo nella prima parte e l’imperativo nella seconda. Mentre nella prima parte esprimiamo i nostri desideri, nella seconda vogliamo obbligare Dio ad ubbidire ai nostri comandi. La cosa più grave, poi, è il ‘Non ci indurre in tentazione’. Cosa viene meno in questo? La nostra responsabilità e il rispetto che dobbiamo ad un Dio che si è dichiarato Padre. Solo poche settimane fa, Papa Francesco ha dichiarato che non gli piacesse molto il ‘Non ci indurre in tentazione’».

Rivelandoci che fra i lettori del libro c’è stato anche il sociologo Roberto Cipriani, il quale lo ha definito «un’opera filosofica e parateologica», Geremia Loconte accenna anche ai tanti altri temi che affronta, diversi riguardanti la più stretta attualità: dalle origini dei fenomeni migratori (esodi figli, soprattutto, di un Occidente ‘civile’ che è andato a colonizzare e depredare continenti come Africa e America del Sud), ai problemi sociali italiani, dalla storia dei movimenti giovanili al rapporto fra cittadini e partiti politici. Infine, non manca un aneddoto, con un pizzico di ironia, nelle testimonianze riportateci da Loconte. Quando don Nunzio Galantino ebbe modo di leggere in anteprima il libro, gli rispose dicendo di «aver fatto bene a dire a mia figlia di farsi preparare da me per la Cresima, in vista del matrimonio».

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