«Due anni fa, con spirito di servizio, ho accettato la candidatura al Consiglio Provinciale per salvaguardare la compattezza e l’unità del PD e del centrosinistra di Cerignola. Oggi, con il medesimo spirito di servizio, rimetto a disposizione della mia comunità politica di appartenenza quella candidatura». Così il consigliere provinciale Tommaso Sgarro, già candidato Sindaco a Cerignola nel 2015, rinuncia di fatto a ricandidarsi come consigliere provinciale.

Un passo indietro, quello del leader del centrosinistra, giustificato dal grande lavoro che dovrà mettere in campo da qui al 2020 Sgarro per riprovare la corsa a primo cittadino. «Rinunciare alla ricandidatura al Consiglio Provinciale, perché essere in prima linea per una grande Città come Cerignola – spiega il consigliere – impone dedizione esclusiva e totale». Di fatto, seppur non esplicitamente, Sgarro ufficializza la sua corsa a Sindaco, nel solco del centrosinistra, dentro un progetto si continuità con quella che è stata l’esperienza 2015. Con chi c’era e ha deciso di restarci, con chi vorrà decidere di esserci, ma certamente non con quelli che sono saliti sulla banca del vincitore o che dal progetto hanno preso, per opportunismo o altre ragioni, le distanze. «Per parte mia, nel solco di una missione che tantissimi cittadini di Cerignola continuano quotidianamente ad affidarmi, non esiterò un solo istante ad incrementare l’impegno di dare una nuova guida di governo alla nostra amata Città e, per quella via, nuova agibilità democratica e nuovo spirito di comunità» precisa il giovane consigliere.

«In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale 2018 la busta delle grida e degli insulti volgari del sindaco pro tempore Metta aveva in indirizzo l’opposizione di centrosinistra, ma il messaggio era chiaramente rivolto ad una maggioranza che non è più politicamente maggioranza. Perché una parte non di poco conto di essa mostra sofferenza crescente che, se solo potesse, si trasformerebbe in dissenso formale. E il pro tempore questo lo sa. Ciò detto, tuttavia, si commetterebbe un grosso errore se si pensasse che Metta è ai titoli di coda. Il pro tempore appare sempre più come un cinghiale ferito, quindi imprevedibile. Da una parte il rischio che il branco lo abbandoni al suo destino, dall’altra i cacciatori che lo braccano, o ambedue. Questo il possibile scenario, rispetto al quale – però – la parte più avveduta e consapevole di questa Città non può permettersi il lusso di aspettare sul greto dell’Ofanto, aspettando gli eventi, ma mobilitarsi insieme a noi».

Sgarro di fatto lancia la sfida e conferma la sua presenza, semmai vi fossero stati dubbi sul fatto che potesse esserci un’altra figura al suo posto. Un annuncio con il quale prenderà forma la lunga fase di dialogo con le diverse forze politiche alternative all’attuale governo della città. In conclusione Sgarro non dimentica di ringraziare «il Presidente Miglio e i Consiglieri Comunali che nel 2016 mi hanno gratificato del loro voto» formulando «auguri sinceri di buon lavoro al nuovo Presidente Gatta».