Lascia anche Tommaso Bufano, cicognino della prima ora. L’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici ha rassegnato questa mattina le proprie dimissioni protocollandole. Non sono ancora note le cause dell’abbandono, in considerazione del fatto che Bufano è stato sempre un fedelissimo di Franco Metta.

Deleghe dunque nelle mani del Sindaco e bocche cucite da Palazzo di Città. Bufano è stato uomo in vista dell’amministrazione cicogna negli ultimi anni e proprio nelle scorse settimane aveva subito la perquisizione domiciliare ad opera della Guardia di Finanza. Potrebbe risiedere probabilmente in questo avvenimento e nel successivo strascico di polemiche la scelta di abbandonare, anche se pare che l’ormai ex delegato abbia giustificato il tutto con «motivi personali».

IL COMMENTO DAL PD «Le dimissioni dell’Assessore Bufano sono un fatto politicamente sconcertante. Stiamo parlando delle dimissioni dell’assessore più importante e politicamente rilevante della Giunta Metta – ha detto Daniele Dalessandro -. Non crediamo alla ragione delle motivazioni personali ma riteniamo che le dimissioni dell’Assessore siano legate alle presunte indagini in corso da parte degli organi inquirenti. È certamente una scelta di buon senso quella dell’Assessore, che gli consentirà di affrontare il futuro con serenità: noi siamo e restiamo garantisti e le persone sono presumibilmente innocenti fino ad eventuali condanne, a maggior ragione in una situazione di notizie non certe e di fonti non ufficiali. Tuttavia non possiamo ancora una volta sottolineare un quadro politico non chiaro, caratterizzato da procedure amministrative al limite, in una città attraversata da un serissimo problema di legalità e sicurezza che imporrebbero, non al singolo assessore ma all’intera giunta, una posizione di responsabilità e un atto di dimissioni collettive».

DOPO LIONETTI, ANCHE LEPORE E BUFANO Dopo l’addio di Antonio Lionetti nell’aprile del 2018, anche Loredana Lepore si è dimessa da capogruppo a inizio dicembre. Una crisi, quella che attraversa il movimento, che coinvolge anche gli storici cicognini della prima ora. Proprio la Lepore infatti, fedelissima di Metta, ha dovuto nicchiare in diverse occasioni, mantenendo il ruolo di capogruppo seppur non riconosciuta dal resto dei consiglieri. Con il 2019 anche Tommaso Bufano lascia. Che siano ragioni personali o meno, sono sempre più gli storici militanti che decidono di prendere le distanze dalla Cicogna. Lo zoccolo duro di Metta si sgretola, mentre evapora il sogno del “cambiamento”.