Nominate dal Prefetto di Foggia Massimo Mariani, due commissioni d’indagine, su delega del Ministro dell’Interno Salvini, che stanno accedendo nei Comuni di Cerignola (e Manfredonia) allo scopo di «verificare la sussistenza di forme di condizionamento mafiose». Tre mesi per sapere tutta la verità. Tre mesi di approfondimenti. Tre mesi per scoprire se l’esito sarà positivo o negativo. Una bomba a orologeria, per l’amministrazione cicognina guidata da Franco Metta, pronta a esplodere – o implodere – in brevissimo tempo.

Dai palazzi della Prefettura foggiana rimbalza una notizia che potrebbe cambiare in modo netto e definitivo l’ultima parte del mandato amministrativo della compagine guidata dall’ex missino: stamane, infatti, si è insediata la “Commissione d’indagine prefettizia” per il possibile e successivo commissariamento del comune di Cerignola.

LA COMMISSIONE Sarà composta dal viceprefetto aggiunto dott. Angelo Caccavone, dal Tenente Colonello dei Carabinieri Piepaolo Mason (Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Foggia) e dal Maggiore della Guardia di Finanza Francesco Salanitro (Comandante del Nucleo Polizia Economico Finanziario), e avrà tre mesi – rinnovabili per ulteriori tre – per valutare e capire se ci siano o meno gli estremi del commissariamento per infiltrazioni mafiose.

COSA POTREBBE ACCADERE L’iter procedurale, che dovrebbe durare appunto tre mesi, servirà ai componenti della Commissione (che avranno accesso a uffici e documenti, composte da funzionari prefettizi, della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ndr), per valutare e capire se ci siano o meno gli estremi del commissariamento per infiltrazioni mafiose. Da regolamento, infatti, l’iter amministrativo per lo scioglimento degli enti locali prevede il potere d’iniziativa in capo al Prefetto che, informato dalla magistratura o dalle Forze di polizia, del potenziale rischio di infiltrazioni mafiose in un ente locale, avvia la procedura di accesso agli atti. La successiva relazione prefettizia, quindi, sarà regolamentata dall’articolo 143, comma 2 del Tuel, il quale dispone che il procedimento di scioglimento di un’amministrazione comunale o provinciale «è avviato dal prefetto della provincia con una relazione che tiene anche conto di elementi eventualmente acquisiti con i poteri delegati dal Ministro dell’Interno ai sensi dell’articolo 2, comma 2-quater, del decreto legge 29 ottobre 1991 n. 345 convertito dalla legge 30 dicembre 1991 n. 410, e successive modificazioni ed integrazioni». La commissione d’accesso di nomina prefettizia, svolge perciò un’attività d’indagine sull’operato dell’amministrazione locale, valutando la consistenza degli elementi sui quali fondare la proposta di scioglimento, rappresentati dai vizi e dalle anomalie dell’azione amministrativa dell’ente. In buona sostanza, se dovesse esserci il provvedimento di scioglimento si potrebbe procedere almeno per un anno con un Commissario Prefettizio che avrà il compito di guidare l’ordinaria amministrazione e, dove necessario, annullare gli eventuali bandi e affidamenti messi in atto dall’amministrazione commissariata.

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