Tanti i giovani della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano che hanno partecipato sabato 19 gennaio alla “Marcia per la Pace” che ha sfilato per le strade di Cerignola. L’iniziativa torna per la sua terza edizione nel centro ofantino che l’aveva ospitata nel 2017.

Tema di quest’anno “La buona politica al servizio della Pace”, in sintonia col messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace che invita le classi politiche e dirigenziali ad impegnarsi per tutelare il bene comune: «La funzione e la responsabilità politica costituiscono una sfida permanente per tutti coloro che ricevono il mandato di servire il proprio Paese, di proteggere quanti vi abitano e di lavorare per porre le condizioni di un avvenire degno e giusto – si legge nella lettera del Pontefice -. Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità».

Come ha spiegato il Vescovo Mons. Luigi Renna al via del corteo, perché si possa raggiungere questo obiettivo è necessario che ad attivarsi siano per primi i cittadini: «Siamo noi a dover cominciare questo processo quando andiamo a votare, quando esprimiamo le nostre opinioni politiche ad ogni livello. La politica inizia dal nostro cuore, dalla nostra coscienza e riguarda l’umanità intera. Non cadiamo nell’errore di pensare che riguardi altri».

Con questo spirito centinaia di persone hanno marciato per le vie del centro ofantino partendo dal centro sociale “Don Antonio Palladino”, luogo doppiamente simbolico sia per la presenza del murales realizzato nel mese di dicembre da Alessandro Suzzi – nel quale, come lo street artist stesso aveva spiegato ai nostri microfoni, “Da un lato possiamo vedere l’unione tra due realtà che si incontrano, dall’altro c’è uno stop che vuole fermare una condizione di violenza” – sia per la storia del centro che da vent’anni si fa foriero di pace e civiltà in uno dei quartieri (il rione San Samuele) più difficili e a rischio della città. La lunga carovana, tra musica, colori e riflessioni sul ruolo e le virtù dell’uomo nella politica, giunge alla tappa conclusiva presso la Parrocchia del S.S. Crocifisso dove a parlare è Don Salvatore Leopizzi, sacerdote, docente e membro di “Pax Christi”, il movimento cattolico internazionale per la promozione della pace.

«La pace si costruisce con i piedi, con la solidarietà, con l’amore verso il prossimo, con l’entusiasmo – dice Don Salvatore rivolgendosi ai numerosi giovani presenti -. Dobbiamo imparare ad amare il nostro fratello, qualunque sia la sua provenienza, il suo colore, la sua cultura. Non facciamoci ingannare da alcune idee che stanno iniziando a diffondersi che ci portano a guardare con sospetto chi è diverso da noi». L’appuntamento con la Marcia della Pace si rivela ogni anno un’occasione per portare allegria e colore nella nostra città, un po’ come ha fatto l’arcobaleno spuntato nel cielo dopo il diluvio poche ore prima del corteo. Ma mai come quest’anno assume un valore che va oltre il simbolico.

Riflettere sul significato della buona politica a servizio della pace e del bene comune in un momento come questo in cui regna la divisione e l’incertezza, a livello locale così come a livello nazionale ed internazionale, serve ad avere delle coordinate per porsi delle domande sulla situazione attuale, su come ci si è arrivati e su quali potrebbero essere le idee e le alternative per il futuro.

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