Si complica ulteriormente il panorama attorno a Palazzo di Città. Sono tre infatti al momento gli accertamenti che si stanno svolgendo sul Comune di Cerignola. Oltre alle indagini svolte dalla Commissione d’accesso – che dal 9 gennaio sta esaminando gli atti amministrativi del comune di Cerignola per valutare la sussistenza di eventuali condizionamenti mafiosi – e dalla Guardia di Finanza – che ha attenzionato 11 appalti sospetti nell’ambito dell’indagine sulle sponsorizzazioni UDAS che vede indagato il Sindaco Franco Metta per concussione – nella giornata di venerdì si è aggiunta – a dire dello stesso Metta – una nuova inchiesta condotta dalla Procura di Foggia.

Gli inquirenti starebbero infatti esaminando delibere, regolamenti e atti amministrativi per accertare e verificare presunte agevolazioni nella gestione delle posizioni organizzative del personale dipendente. Anche questa indagine avrebbe preso il via da un esposto anonimo in Procura. A darne notizia è stato lo stesso Metta che a mezzo stampa attacca duramente il suo ignoto accusatore: «Una lurida lettera anonima. Lurida, come chi ama questo vile metodo, allo scopo di infangare senza rischiare conseguenze. Sgrammaticata. Sconclusionata. Mi attribuisce irregolarità nella attribuzione al personale dipendente delle posizioni organizzative – dichiara il Sindaco – Non dice il lurido anonimo quale sarebbe il dipendente o i dipendenti agevolati illegittimamente. Non dice quali siano, secondo la sua mente bacata, le irregolarità o illegittimità. Nemmeno si intravedono reati». Metta contesta quello che a sua parere sta assumendo sempre più i caratteri di un accanimento giudiziario: «Una vera caccia alle streghe che subisco dal giorno dopo la mia elezione a Sindaco».

Tuttavia, sebbene in apertura sia stato sottolineato l’anonimato dell’esposto, Metta nelle battute finali sembra fare riferimento ad uno scrivente determinato: «Basta che, come in questo caso, un, o meglio, una dipendente frustrata, abbia bisogno di sfogare la propria frustrazione, invidia o rabbia ed impegni in inutili attività i corpi dello Stato – conclude il Sindaco -. Mi chiedo: è una costante? O come ritengo, è un trattamento riservato al Comune di Cerignola e al Suo Sindaco? Perché?».

Parole dure del primo cittadino che tuttavia offrono comunque un punto di vista parziale e di parte; la voce degli inquirenti manca, come manca a volte l’intero oggetto di indagine. Insomma, seppure tutto sembra oramai non secretato e pubblico, le cose sottaciute sono tante. E ne saranno sempre più col passare dei giorni.