Cerignola,

Una serata diversa, nella solita cornice accogliente e mai banale – il Safarà di Cerignola -, si è consumata ieri, con il live concert dei “Barrio Viejo” featuring “Dani Osvaldo”, tappa del loro Europa Tour 2019.

Il trio sudamericano, accompagnato dalla voce dell’ex stella del calcio, l’italo-argentino Pablo Daniel Osvaldo, ha proposto una scaletta ricca di brani inediti, con l’idea di inscenare uno spettacolo sulle note di un classico blues. Il tutto suonato a tratti sporco, ma ricco di quell’inconfondibile sound che riesce a mixare la tristezza e la malinconia delle origini, con la spensieratezza e l’allegria della rivalsa delle comunità nere schiavizzate.

Attrattiva della serata, oltre alla musica, proprio il frontman, che fino a trent’anni ha solcato rettangoli verdi internazionali di altissimo livello: partito da Lanùs, città natale e primo club professionistico, ha girovagato tra Europa e sud America, vestendo tra le altre, le maglie di Huracàn, Atalanta, Lecce, Fiorentina, Bologna, Espanyol, Roma, Southampton, Juventus, Inter, Porto, e il ritorno in patria, al Boca Junior prima di appendere le scarpe al chiodo, a settembre 2016, e decidere di intraprendere la carriera di cantante. Naturalizzato italiano nel 2007, il classe 1986 ha anche vestito la casacca della degli azzurri, dapprima nelle giovanili, dal 2007 al 2008, e poi nella maggiore dal 2011 al 2014.

Da poco più di due anni ha intrapreso questa nuova avventura e, a giudicare dalla folta presenza ieri sera, e da come si muove sul palco in queste nuove vesti, c’è da stare certi che Osvaldo sembra davvero divertirsi e far divertire. Accompagnato da una band che era perfettamente inserita nel format proposto, senza strafare, con le giuste proporzioni, il live è stato per lunghi tratti gradevole, premiato da un pubblico che, evidentemente, ne ha apprezzato più la forma che la sostanza.

Grande soddisfazione anche da parte del titolare del Safarà, Nicola Lopane, che in una nota facebook, racconta rivolgendosi ai clienti: «I pareri sono contrastanti,c’è chi si è divertito e lo ha lodato e c’è chi lo ha criticato sino all’ultimo brano. Alla fine della giostra c’è che tutti son rimasti a sentirlo, chi per goduria, chi per, evidentemente, una sorta di harakiri musicale. Il bello di fare inediti è proprio questo, anzi, loderei un tantino di più chi pur non apprezzando ha avuto e ha, ad ogni live, la pazienza e la curiosità di restare ad ascoltare tutto… una stelletta in più per loro. A noi dello staff è piaciuta la performance, la sua voce strana, diversa e a tratti stonata, ci è piaciuto il mood con il quale lui e la band si sono approcciati al nostro umile ma esigente palco, ci è piaciuto il blues essenziale, scarno ma tendente alla psichedelia, ci è piaciuta la serata, bella, come da un po’ di tempo, solo grazie a voi». 

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